Caffè benefici e controindicazioni

Caffè benefici e controindicazioni

A chi non piace svegliarsi e bere una tazzina di caffè per iniziare bene la giornata?

E quanto spesso, per ritrovarci con colleghi o amici, diciamo “prendiamoci un caffè”?

Il caffè soprattutto per noi italiani è un rito quasi irrinunciabile.

Vediamo allora benefici e potenziali danni di questa amata bevanda.

La sostanza più nota contenuta nel caffè è senz’altro la caffeina, che ha diversi effetti sul nostro organismo:

stimola la secrezione gastrica e biliare (ecco perché sentiamo dire che bevuto a fine pasto un caffè stimola la digestione),

agisce come tonico e stimolante della funzione cardiaca e nervosa (da qui l’effetto “energizzante” che avvertiamo quando beviamo il caffè),

stimola l’utilizzazione delle riserve di grasso come fonte di calorie,

riduce il senso di appetito.

Sembrano tutti effetti positivi, ma attenzione: un consumo elevato di caffè ci espone a grossi rischi :

Abbiamo detto dell’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica.

In dose eccessive però può provocare danni all’apparato digerente a causa dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco, ecco perchè il caffè è sconsigliato a chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera.

Abbiamo detto che stimola la funziona cardiaca e nervosa, ma questo effetto in persone ipertese o che soffrono di insonnia può essere più dannoso che di aiuto. Anche persone sane possono sperimentare tachicardia, tremori e sbalzi pressori con quantità elevate di caffeina.

Infine, se anche la caffeina aiuta a “bruciare un po’ di calorie”, consideriamo che se mettiamo zucchero o latte nel caffè, le calorie così assunte annullano questo effetto.

Dunque, quanto caffè possiamo bere in media in condizioni di buona salute?

Un limite potrebbe essere quello di 300 mg al giorno di caffeina: un caffè fatto con la moka ne contiene circa 85mg, l’espresso ne contiene circa 60mg, quindi diciamo da 4 a 5 tazzine al giorno.

 

Ma dobbiamo considerare che la caffeina non si trova solo nel caffè ma anche in altri prodotti vegetali come cioccolato e the, e in bevande gassate energizzanti, quindi bisogna considerare tutto ciò che introduciamo in un giorno.

In base a questo, si ritiene un consumo sicuro le 3 tazzine al giorno per le donne e le 4 tazzine al giorno per l’uomo.

In conclusione, il caffè in dosi moderate ha senz’altro tanti benefici da offrirci, ma non esageriamo per non ribaltare la situazione e avere brutti effetti.


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Lo zucchero fa male?!

Lo zucchero fa male?!

Lo zucchero si ricava per estrazione dalla barbabietola da zucchero o dalla canna da zucchero.
Lo zucchero grezzo (che si ricava sia dalla canna da zucchero che dalla barbabietola) è semplicemente uno zucchero non totalmente raffinato.

Lo zucchero bianco
Lo zucchero bianco si ricava dalla barbabietola da zucchero, dalla quale, mediante diversi passaggi a livello industriale, si ricava uno zucchero grezzo di colore giallo brunastro.
Questo zucchero grezzo viene poi raffinato fino ad ottenere lo “zucchero di barbabietola”, bianco e dolcissimo, che tutti conosciamo.
Il processo di produzione dello zucchero bianco è lungo e complesso, e prevede lavorazioni intensive che utilizzano diversi reagenti chimici che permettono di separare e concentrare le sostanze zuccherine (saccarosio) presenti nell’estratto di radice di barbabietola.
Il risultato finale è saccarosio quasi in purezza.
A causa delle intensive lavorazioni a cui è sottoposto, lo zucchero bianco è privo degli elementi nutritivi come vitamine, enzimi, sali minerali presenti in origine nella radice della barbabietola.
Molte persone sostengono che sia addirittura un alimento dannoso per l’organismo.
L’aspetto del quale preoccuparsi maggiormente è l’eventuale presenza di residui di sostanze chimiche utilizzate durante la lavorazione industriale. Su questo potenziale problema non esistono informazioni certe a riguardo, ma i severi controlli della legislazione italiana dovrebbero tranquillizzare chi fa uso di zucchero bianco.

Lo zucchero di canna
Lo zucchero di canna è ottenuto da una pianta di origine tropicale, la canna da zucchero.
A maturazione raggiunta, le canne vengono tagliate e macinate; il succo ottenuto viene raccolto e concentrato mediante l’utilizzo del calore.
Esistono due tipi principali di zucchero di canna, lo zucchero grezzo e quello integrale.
Il più diffuso è lo zucchero grezzo, dall’aspetto granuloso con cristalli di forma regolare e di colore beige tendente al dorato. È ottenuto dall’estratto di canna da zucchero opportunamente trattato e raffinato.

Meno diffuso è lo zucchero di canna integrale.
A differenza di quanto si è portati a credere, lo zucchero di canna non è necessariamente sinonimo di prodotto integrale (e “salutare”), a meno che non sia specificato “integrale”.
È molto facile distinguere fra uno zucchero grezzo ed uno integrale, se non si può consultare la confezione: mentre quello grezzo presenta cristalli di dimensioni regolari ed uniformi, lo zucchero di canna integrale presenta granuli di dimensione variabile, irregolare ed è inoltre caratterizzato da profumo, colore ed aroma intensi e caratteristici.
Quello che cambia fra zucchero bianco e zucchero di canna grezzo è la quantità di minerali e vitamine, che è maggiore nello zucchero di canna grezzo per via dei processi di raffinazione più blandi cui esso è sottoposto. Ad esempio la quantità di calcio è di 56 milligrammi/100 g di zucchero di canna contro 1 milligrammo dello zucchero bianco, oppure la quantità di provitamina A dello zucchero di canna di 4mg mentre è assente in quello bianco. Nello zucchero grezzo di canna sono presenti quantità rilevabili anche di potassio, ferro, sodio e manganese, così come modeste quantità di vitamine del gruppo B e vitamina PP.
Tuttavia, anche se è vero che questi elementi nutritivi sono effettivamente più abbondanti nello zucchero di canna grezzo, è anche vero che lo zucchero non è, e non deve essere, la fonte principale di approvvigionamento di questi elementi indispensabili per la nostra salute.
Le maggiori fonti di vitamine e minerali della nostra alimentazione sono frutta, verdura, acqua: un’alimentazione corretta e bilanciata non si basa certo sull’apporto di quegli elementi contenuti nello zucchero, che sono assolutamente trascurabili.
I potenziali (e, spesso, reali) danni sono dovuti a tutti quegli zuccheri semplici che assumiamo quotidianamente senza accorgercene, perchè presenti nei cibi e nelle bevande che abbiamo in dispensa: dolciumi, gelati, snack, caramelle, merendine, bibite gassate, succhi di frutta e così via.
In questi alimenti sono contenute quantità elevate di zuccheri, ed è proprio qui che andrebbe ricercata la tutela della propria salute.

Dott.ssa Cristina Pari dietista


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