PERCHE’ E’ IMPORTANTE  CAMMINARE

PERCHE’ E’ IMPORTANTE CAMMINARE

Perché consigliamo ai nostri pazienti di camminare ogni giorno?
Non è solo per bruciare calorie!
Una lunga camminata al giorno (ovviamente ciascuno al proprio passo), migliora il livello di salute globale.
Sono numerosi infatti i benefici per corpo e mente che si ottengono facendo un cosa semplice (e gratuita..!) come camminare.

Diversi studi hanno dimostrato che camminare ogni giorno (o in generale, facendo esercizi aerobici a basso impatto) migliora la destrezza motoria e l’efficienza del sistema nervoso in genere,  previene la demenza precoce, riduce il rischio di Alzheimer, riduce lo stress mentale.
Camminare aiuta a prevenire le patologie cardiovascolari (infarti e ictus), si abbassa infatti e si regolarizza la pressione sanguigna, si riducono i livelli di colesterolo (totale e “cattivo”, o LDL), i vasi sanguigni acquistano maggiore elasticità, è facilitato il ritorno venoso (la pianta del piede camminando è sottoposta ad un continuo “massaggio” che stimola la circolazione sanguigna).
Camminare rallenta l’invecchiamento di ossa e cartilagini, aumentando la loro resistenza e quindi riducendo il rischio di fratture.

Inoltre, migliora l’elasticità e la potenza dei legamenti articolari e la forza muscolare.
Camminando migliora la postura, e si riducono così dolori derivanti da posture errate.
Camminando si rinforzano il sistema immunitario e il sistema endocrino.
Aumenta l’ossigenazione nei tessuti, dunque si eliminano più facilmente tossine e scarti dell’organismo (quindi anche a livello di inestetismi cutanei, come pelle impura, cellulite,…).
Camminare ci consente di migliorare il tono dell’umore!!!
Potremmo continuare a lungo enumerando i tanti benefici della camminata, ma questi  ci sembrano sufficienti per darvi una motivazione in più.

Quindi, infiliamoci le scarpette e usciamo a camminare!

 

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COME MANGIARE DOPO UN MINIBYPASS GASTRICO

COME MANGIARE DOPO UN MINIBYPASS GASTRICO

Dopo una fase iniziale post intervento di alimentazione semiliquida, la persona torna alla alimentazione solida.

È però fondamentale che ci si alimenti frazionando gli alimenti in 5 piccoli pasti nella giornata: colazione pranzo cena e due spuntini, in modo da apportare, seppur in piccole porzioni, tutti gli elementi necessari al benessere: carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali.

Per effetto del bypass infatti (il “salto” dei primi due metri circa di intestino) non tutte le sostanze che si introducono con gli alimenti verranno assorbite.

Vi è quindi il rischio di carenze nutrizionali, per esempio carenza di vitamine del gruppo B, vitamina D, acido folico, ferro, calcio.

Ecco perché è fondamentale, soprattutto in interventi come questo, affidarsi ad una equipe specializzata nella chirurgia bariatrica e che segue le Linee Guida nazionali della S.I.C.Ob. (Società Italiana della Chirurgia dell’Obesità ) per poter essere guidati nel recupero della alimentazione in modo corretto.

Bisogna sempre ricordare di:

Non saltare mai nessuno dei pasti indicati dall’equipe;

Mangiare cibi sani e nutrienti: cereali, frutta e verdure di stagione variandole ogni giorno, legumi, carni, pesci, formaggi, uova, mentre bisogna evitare cibi malsani e non nutrienti come fast food, cibi industriali, prodotti precotti, dolciumi, snack…;

Bere molta acqua durante la giornata a piccoli sorsi;

Tagliare il cibo a piccoli pezzi nel piatto e masticare a lungo il boccone prima di deglutire.

Il chirurgo poi, indicherà quando necessaria l’assunzione di supplementi (integratori), nelle varie fasi dopo l’intervento, a seconda dell’andamento degli esami ematochimici che vengono richiesti.

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Cosa cambia dopo un intervento di mini bypass gastrico

Cosa cambia dopo un intervento di mini bypass gastrico

Il bypass gastrico (più spesso oggi nella versione mini bypass gastrico) è uno degli interventi di chirurgia bariatrica più eseguito.

Si tratta di un intervento “misto”, cioè che ha sia un effetto restrittivo (lo stomaco viene ridotto ad un piccolo tubulo) sia leggermente malassorbitivo (poiché vi è un “salto”, un bypass appunto, dei primi 2 metri circa di intestino).

Dopo una fase post intervento di alimentazione semi-liquida, si torna ad una alimentazione solida.

È molto frequente, nei primi mesi dopo l’intervento, che il paziente sperimenti sintomi di vario tipo, diversi anche da persona  a persona; i più comuni sono: sensazione di nausea o avversione alla vista o con l’odore di alcuni cibi e bevande, calo dell’appetito e della sete, sensazione spiacevole di pienezza dopo l’ingestione di pochissimi bocconi.

Inoltre, si possono avere cambiamenti nel gusto di alcuni cibi e bevande un tempo graditi, ad esempio:

per alcuni pazienti nei primi mesi dopo l’intervento il sapore dell’acqua diventa sgradevole, amarognolo, ed è necessario “camuffarla” con infusi tisane ecc…

per altre persone, cibi un tempo molto graditi come la carne rossa diventano sgradevoli sia alla vista che al gusto.

Tutti questi cambiamenti sono solitamente solo temporanei, piano piano l’organismo si adatta e i sapori i gusti tornano alla normalità, rimane ovviamente l’effetto di mangiare quantità piccole di cibo per via dello stomaco ridotto.

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Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Con orgoglio pubblichiamo la certificazione che è stata recentemente riconosciuta al dr. Schettino, responsabile del Centro di Chirurgia Bariatrica presso la Casa di Cura San Lorenzino in Cesena, per il Centro di Eccellenza S.I.C.Ob. (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità patologica e delle malattie metaboliche).

Ad oggi è l’unico Centro di Eccellenza in Emilia Romagna.

Il passaggio da Centro Accreditato a Centro di Eccellenza, per la chirurgia dell’obesità patologica, è stato possibile grazie al crescente numero di pazienti operati, alle diverse tipologie di interventi chirurgici eseguiti (bendaggio gastrico regolabile, mini bypass gastrico, sleeve gastrectomy e redo-surgery), all’elevato follow up dei pazienti operati, alla presenza di una sala per la terapia intensiva post operatoria.

Per rispondere alle suddette caratteristiche è fondamentale il lavoro dell’equipe multidisciplinare specializzata, composta dal dott. Schettino Angelo Michele, dalla psicologa dr.ssa Graziana De Palma, dalla dietista dr.ssa Cristina Pari. La nostra equipe lavora insieme, da diversi anni, preparando i pazienti al percorso chirurgico bariatrico ed accompagnandoli nel post operatorio in maniera integrata, come le Linee Guida S.I.C.Ob. richiedono, rispondendo alle esigenze di ogni paziente.

Pertanto, è con entusiasmo che riceviamo una certificazione gratificante per il nostro lavoro di equipe.

 

Dr. Angelo Michele Schettino, medico chirurgo

Dr.ssa Cristina Pari, dietista

Dr.ssa Graziana De Palma, psicologa psicoterapeuta


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Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Molte persone credono che, prima e dopo un intervento di chirurgia bariatrica per guarire lo stato di obesità, non serva un percorso particolare, che l’intervento in sé “guarisca” l’obesità.

Questo è sbagliato.

Ci capita spesso, nell’esperienza di lavoro di tutti i giorni, di venire a contatto con persone che conoscono, anche in maniera virtuale, pazienti operati altrove senza alcuna preparazione né controlli dopo l’intervento, e che giungono a noi loro stessi per essere operati, ma inconsapevoli di quanto possa essere pericoloso per la salute o, al minimo, del tutto inutile sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica senza una preparazione adeguata prima e un percorso di sostegno dopo.

La preparazione: è fondamentale che la persona, stabilito dal chirurgo che può essere sottoposta ad un intervento bariatrico, venga preparata sia sotto il profilo medico e anestesiologico, sia sul piano dei nuovi e indispensabili comportamenti da mettere in atto dopo l’intervento, e per tutta la vita!

Alcuni esempi: molti interventi bariatrici richiedono la rinuncia, per tutta la vita, a cibi lievitati e con mollica, i quali porterebbero nel tempo, anche anni dopo l’intervento, ad una dilatazione dello stomaco che è stato ridotto (vuoi tramite un bendaggio gastrico, vuoi tramite una sleeve o un bypass gastrico), quindi ad una grave complicanza, oltre che al recupero del peso perso.

I cibi come pane, pan di spagna, pizze, focacce, brioche, dolci soffici, eccetera, sono da escludere dalla propria alimentazione per sempre.

La stessa cosa vale per qualunque bevanda frizzante, sia essa una bibita, anche in versione light, o acqua gassata; la motivazione è la stessa dei cibi lievitati.

Il percorso: è fondamentale che il paziente sia assiduo nel percorso, che prevede, oltre ai colloqui di preparazione all’intervento, regolari controlli dopo l’intervento con l’equipe multidisciplinare: chirurgo, dietista, psicologa, affinchè egli possa uscire dallo stato di obesità e mantenere a vita un peso sano, grazie al cambiamento nel proprio stile di vita, e soprattutto non incorrere in complicanze.

Le complicanze in seguito a interventi di questo tipo, derivano quasi sempre da una scorretta gestione dell’intervento fatto, e possono non solo determinare il recupero del peso perso nel tempo, ma soprattutto mettere a rischio la vita della persona.

La frequenza ai controlli si definisce in base ad ogni persona, ma va diradandosi nel tempo fino ad un controllo all’anno. I controlli anche annuali vanno fatti tutta la vita, poiché è sempre fondamentale verificare che tutto sia a posto nel tempo!


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Che cos’è la PsicoNutrizione?

Che cos’è la PsicoNutrizione?

Per sconfiggere sovrappeso ed obesità, quando non si risponde ai parametri della chirurgia bariatrica, è possibile affidarsi ad un percorso di Psico Nutrizione che guida ogni persona ad acquisire uno stile di vita sano attraverso Step strutturati individualmente per ognuno.

Ma che cos’è la Psico Nutrizione?
Si tratta di un nuovo ed interessante approccio, olistico ed interdisciplinare, tra Scienza della Nutrizione e Psicologia, che esplora le relazioni tra pensieri, sentimenti e credenze inconsce sulla nutrizione, il loro impatto sulle condotte alimentari e sul metabolismo. In particolare si concentra sulle affascinanti connessioni tra cervello, corpo, digestione e comportamento alimentare. Esistono profonde connessioni tra ciò che mangiamo ed il nostro cervello. La Psico Nutrizione affronta in modo nuovo le problematiche più comuni della Fame Emotiva, della Dipendenza dal Cibo e le difficoltà che incontra soprattutto a lungo termine chi vuole dimagrire o vuole stabilire un rapporto più sano e benefico con la propria alimentazione.
Il percorso Psico Nutrizionale prevede, quindi, l’azione congiunta e combinata di due tipi di interventi strettamente correlati: l’intervento del dietista che attraverso il percorso di educazione alimentare, la dieta e la perdita di peso, inciderà su aspetti psicologici; perciò interviene lo psicologo-psicoterapeuta per lavorare, insieme al paziente, su aspetti riguardanti l’autostima, l’immagine corporea, la motivazione al cambiamento e una vasta gamma di emozioni, che a loro volta influiranno positivamente sull’alimentazione.

Per saperne di più www.centropsiconutrizione.it


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La Chirurgia Bariatrica

La Chirurgia Bariatrica

La chirurgia bariatrica consiste in un insieme di procedure che promuovono la perdita di peso attraverso la riduzione dell’assunzione e/o l’assorbimento degli alimenti. Per poter accedere all’intervento il paziente deve essere fortemente determinato ad attenersi a rigorose linee-guida alimentari ed a svolgere una regolare attività fisica dopo l’intervento. Inoltre, deve accettare di impegnarsi a lungo termine anche per il follow-up psicologico e nutrizionale ed il trattamento medico post-operatorio.
Questi comportamenti sono indispensabili per mantenere i risultati ottenuti con la chirurgia bariatrica.
Subito dopo l’intervento chirurgico bariatrico, il paziente è limitato ad una dieta liquida, che comprende alimenti come brodo o passati o succhi diluiti. Questa linea è adottata fino al recupero completo del tratto gastrointestinale dall’operazione. Nelle fasi successive, il paziente è “costretto” ad assumere solo modeste quantità di cibo, poiché se supera la capacità contenitiva dello stomaco può sperimentare nausea, cefalea, vomito, diarrea, disfagia ecc.
Le restrizioni alimentari dipendono in parte dal tipo di intervento chirurgico. Molti pazienti, ad esempio, avranno bisogno di assumere integratori a vita, per compensare il ridotto assorbimento di nutrienti essenziali.
Attualmente, la chirurgia bariatrica rappresenta un’opzione idonea per i pazienti che:
Presentano una grave obesità;
Non sono riusciti ad ottenere risultati efficaci con un programma alimentare controllato;
Presentano patologie associate, come ipertensione, ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito, iperlipidemia e apnea ostruttiva del sonno;
Presentano un IMC (Indice di massa corporea) > 40 (obesità di III° classe/gravissima);
Presentano IMC > 35 (obesità di II° classe/grave), associato ad almeno una condizione patologica connessa all’obesità in grado di migliorare con la perdita di peso.

Classificazione delle procedure chirurgiche
Le procedure bariatriche possono essere raggruppate in tre categorie principali:
Interventi malassorbitivi
Le procedure chirurgiche malassorbitive riducono l’assorbimento del cibo. Comportano una riduzione irreversibile delle dimensioni dello stomaco e la loro efficacia deriva principalmente dalla creazione di una condizione fisiologica: la cavità gastrica viene collegata alla parte terminale dell’intestino tenue, con conseguente limitazione dell’assorbimento di calorie e nutrienti. Appartengono a questa tipologia:
Diversione biliopancreatica (forma più ampia di bypass gastrico, con la tasca gastrica unita all’ileo. Produce il malassorbimento più estremo);
By-pass digiuno-ileale.

Procedure restrittive
Gli interventi di tipo gastrorestrittivo limitano l’introduzione del cibo mediante una prevalente azione meccanica. Si basano sulla formazione di una piccola tasca gastrica nella parte superiore dello stomaco, che limita il volume gastrico e lascia il canale alimentare in continuità attraverso un orifizio stretto e non dilatabile. Le procedure restrittive agiscono per ridurre la quantità di cibo assunta per via orale. Appartengono a questa tipologia:
Bendaggio gastrico regolabile;
Gastroplastica verticale;
Sleeve gastrectomy (gastrectomia verticale parziale).

Interventi misti
Le procedure bariatriche miste applicano contemporaneamente entrambe le tecniche, come nel caso del bypass gastrico o del mini bypass gastrico o della sleeve gastrectomy con switch duodenale.

Complicanze:
Lo scopo della chirurgia bariatrica è di ridurre il rischio di malattia o morte associato all’obesità.
In generale, le procedure malassorbitive inducono una maggiore perdita di peso rispetto alle procedure restrittive, tuttavia presentano un profilo di rischio più elevato.
Nel postoperatorio, alcune complicanze a breve termine (entro 6 settimane dall’intervento) possono includere emorragie, infezione delle ferite chirurgiche, occlusione intestinale, nausea e vomito (dovuti ad eccesso di cibo o a stenosi nel sito chirurgico).
Altri problemi che possono manifestarsi sono relativi alle carenze di sostanze nutritive, tipiche dei soggetti sottoposti a procedure bariatriche malassorbitive che non assumono vitamine e minerali.

Bibliografia:
B. L., C. M. R., L. C., M. F., S. S.¸Suggerimenti per la valutazione psicologico-psichiatrica del paziente obeso  candidato alla chirurgia bariatrica, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche
G. G., Obesità e Chirurgia bariatrica, state of mind
sicob.org/00_materiali/attivita_linee_guida.pdf
my-personaltrainer.it/salute-benessere/chirurgia-bariatrica.html
endocrinologiaoggi.it/2011/06/terapia-chirurgica-dellobesita
pazienti.it/malattie/obesita
chirurgiaobesi.it/bendaggio-gastrico.html


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Bisogno energetico giornaliero

Bisogno energetico giornaliero

Il bisogno energetico giornaliero di una persona è la quantità di energia (quindi di calorie da introdurre con l’alimentazione) che le occorre ogni giorno per pareggiare la spesa energetica giornaliera.
Sul bisogno energetico incidono l’attività fisica, le abitudini alimentari, il metabolismo basale.
Per valutare qual è il fabbisogno energetico di un individuo si usano calcoli che tengono conto della stima del metabolismo basale di quella persona e di una attenta valutazione delle abitudini alimentari e di stile di vita della persona.
Il bisogno calorico giornaliero è ottenuto come multiplo del Metabolismo Basale in base a sesso, età, fattori genetici, tipo e intensità di attività fisica, e rapportato al peso desiderabile per quella persona.
Si ottiene così la quantità di energia che si dovrebbe introdurre ogni giorno per uguagliare l’energia che si spende, e mantenere o arrivare così ad un peso sano.


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Dieta Mediterranea in Chirurgia Bariatr.

Dieta Mediterranea in Chirurgia Bariatr.

Noi italiani, come gli altri abitanti di paesi del bacino mediterraneo, dovremmo essere paladini di quella che viene chiamata “alimentazione mediterranea”, e che ormai viene riconosciuta in tutto il mondo come stile alimentare capace di prevenire patologie croniche, come l’obesità, legate al benessere e alla sedentarietà.
Ci stiamo invece allontanando dalle nostre sane radici, siamo sempre più influenzati da mode alimentari, e schiacciati da uno stile di vita frenetico, in cui la velocità è arrivata anche in tavola (fast food, ovvero cibi veloci, da mangiare in pochi bocconi, magari in auto o mentre si sta al pc).
In cosa consiste la dieta mediterranea?
La giornata alimentare, anche per chi si è sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica, dovrebbe essere composta principalmente da cereali (grano, riso, orzo, farro…), patate, sostituti secchi del pane (grissini, fette biscottate, biscotti secchi, …), verdure frutta di stagione e legumi, opportunamente sbucciati o pelati nel caso di persone con bendaggio gastrico, più volte al giorno; carni bianche pesce più volte a settimana; carni rosse o affettati e uova con minore frequenza.
Come condimento, sempre olio extra vergine di oliva usato crudo; invece del sale, spezie e erbe aromatiche (basilico menta peperoncino e chi più ne ha più ne metta!).
Dolci solo per occasioni particolari (come dovrebbe essere!).
La bevanda principale è l’acqua.
Se ci si è sottoposti a chirurgia bariatrica è bene ricordare di bere durante la giornata e anche prima di mangiare, ma di non farlo durante il pasto e per un’ora circa dopo pasto in particolare per chi è portatore di bendaggio gastrico.
Sempre vietate le bevande gassate, anche per altri interventi (mini by pass gastrico, by pass gastrico, sleeve gastrectomy,…)
Quindi…
Cerchiamo di tornare a cibi semplici, evitando il più possibile quelli elaborati, raffinati, industriali, precotti, ecc…; nel bere, evitiamo le bevande confezionate dolcificate, gassate, i superalcolici, i drinks, e preferiamo invece acqua da alternare a tisane o infusi fatti in casa dei gusti a noi più graditi (the, karkadè, ecc..), da gustare caldi d’inverno, freddi in estate.


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Primavera, che ansia!

Primavera, che ansia!

Arriva la primavera, le giornate si allungano ed aumenta anche il desiderio di stare all’aperto!
Tuttavia, si fanno sentire anche i fastidi del cambio di stagione: ansia, irrequietezza, stanchezza, insonnia, sbalzi di umore, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione, nervosismo, problemi respiratori e sindromi depressive. Esiste, infatti, un diretto e proporzionale legame tra benessere e/o malessere psicofisico ed i molteplici cambiamenti di clima e temperatura.
Per molte persone la primavera porta con sé anche l’ansia: il cambiamento di stagione comporta modifiche climatiche che influenzano mente e corpo, i quali si esprimono attraverso sintomi psicologici e fisici. Spesso si tratta dell’acutizzarsi di disturbi preesistenti che agevola la comparsa dell’ansia per motivi di diversa natura.
La persona tendenzialmente ansiosa tende a cercare costantemente un equilibrio che le consenta di restare il più possibile indisturbata e tranquilla; equilibrio che, di solito, raggiunge evitando il più possibile le novità, i cambiamenti, gli stimoli che richiedano un riadattamento.
In primavera il clima diviene instabile e questo mette a dura prova l’equilibrio della persona ansiosa che deve riadattarsi, continuamente, a condizioni che mutano; tali mutamenti possono innescare reazioni ansiose, soprattutto nelle persone particolarmente attente al proprio corpo ed alle sensazioni fisiche che esso trasmette. Inoltre, dal punto di vista psicobiologico, le variazioni di temperatura e luminosità incidono sui livelli di serotonina e melatonina prodotte dall’organismo influenzando sonno ed umore, con aumento di insonnia ed irritabilità, in alcuni casi, anche con l’insorgere di uno “stato depressivo primaverile”. L’organismo produce anche più cortisolo (l’ormone dello stress) per affrontare le giornate, che diventano più lunghe, con il risultato che i soggetti più sensibili agli stimoli climatici ne producano in eccesso sentendosi poi tesi e stanchi anche per via dell’effetto eccitante di questo ormone.
Possono comparire, quindi, mal di testa, ansia, irrequietezza, eccessiva stanchezza, stress, nervosismo, difficoltà cognitive, insonnia, sonno disturbato, tensione, agitazione psicomotoria, apatia, depressione, sbalzi d’umore. In Italia si stima che una persona su 4 viva tali problematiche e disturbi a causa degli sbalzi climatici, e che tre individui su 10 subiscano i medesimi sintomi al passaggio da una stagione all’altra.
È importante non sottovalutare il fatto che una parte del malessere dipenda anche da ciò che accade nel proprio corpo, oltre che nella propria mente.

Drssa Graziana De Palma
www.grazianadepalma.it


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