PERCHE’ E’ IMPORTANTE  CAMMINARE

PERCHE’ E’ IMPORTANTE CAMMINARE

Perché consigliamo ai nostri pazienti di camminare ogni giorno?
Non è solo per bruciare calorie!
Una lunga camminata al giorno (ovviamente ciascuno al proprio passo), migliora il livello di salute globale.
Sono numerosi infatti i benefici per corpo e mente che si ottengono facendo un cosa semplice (e gratuita..!) come camminare.

Diversi studi hanno dimostrato che camminare ogni giorno (o in generale, facendo esercizi aerobici a basso impatto) migliora la destrezza motoria e l’efficienza del sistema nervoso in genere,  previene la demenza precoce, riduce il rischio di Alzheimer, riduce lo stress mentale.
Camminare aiuta a prevenire le patologie cardiovascolari (infarti e ictus), si abbassa infatti e si regolarizza la pressione sanguigna, si riducono i livelli di colesterolo (totale e “cattivo”, o LDL), i vasi sanguigni acquistano maggiore elasticità, è facilitato il ritorno venoso (la pianta del piede camminando è sottoposta ad un continuo “massaggio” che stimola la circolazione sanguigna).
Camminare rallenta l’invecchiamento di ossa e cartilagini, aumentando la loro resistenza e quindi riducendo il rischio di fratture.

Inoltre, migliora l’elasticità e la potenza dei legamenti articolari e la forza muscolare.
Camminando migliora la postura, e si riducono così dolori derivanti da posture errate.
Camminando si rinforzano il sistema immunitario e il sistema endocrino.
Aumenta l’ossigenazione nei tessuti, dunque si eliminano più facilmente tossine e scarti dell’organismo (quindi anche a livello di inestetismi cutanei, come pelle impura, cellulite,…).
Camminare ci consente di migliorare il tono dell’umore!!!
Potremmo continuare a lungo enumerando i tanti benefici della camminata, ma questi  ci sembrano sufficienti per darvi una motivazione in più.

Quindi, infiliamoci le scarpette e usciamo a camminare!

 

Se vuoi conoscere meglio il lavoro della nostra equipe scrivici a info@curaobesita.it
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con il dott. Angelo Michele Schettino Medico Chirurgo chiamare la segretaria al numero 370 3628299
Per Psicologa – Psicoterapeuta dott.ssa Graziana De Palma numero 328 5858664
Per Dietista dott.ssa Cristina Pari numero 346 2380588

 

Cosa cambia dopo un intervento di mini bypass gastrico

Cosa cambia dopo un intervento di mini bypass gastrico

Il bypass gastrico (più spesso oggi nella versione mini bypass gastrico) è uno degli interventi di chirurgia bariatrica più eseguito.

Si tratta di un intervento “misto”, cioè che ha sia un effetto restrittivo (lo stomaco viene ridotto ad un piccolo tubulo) sia leggermente malassorbitivo (poiché vi è un “salto”, un bypass appunto, dei primi 2 metri circa di intestino).

Dopo una fase post intervento di alimentazione semi-liquida, si torna ad una alimentazione solida.

È molto frequente, nei primi mesi dopo l’intervento, che il paziente sperimenti sintomi di vario tipo, diversi anche da persona  a persona; i più comuni sono: sensazione di nausea o avversione alla vista o con l’odore di alcuni cibi e bevande, calo dell’appetito e della sete, sensazione spiacevole di pienezza dopo l’ingestione di pochissimi bocconi.

Inoltre, si possono avere cambiamenti nel gusto di alcuni cibi e bevande un tempo graditi, ad esempio:

per alcuni pazienti nei primi mesi dopo l’intervento il sapore dell’acqua diventa sgradevole, amarognolo, ed è necessario “camuffarla” con infusi tisane ecc…

per altre persone, cibi un tempo molto graditi come la carne rossa diventano sgradevoli sia alla vista che al gusto.

Tutti questi cambiamenti sono solitamente solo temporanei, piano piano l’organismo si adatta e i sapori i gusti tornano alla normalità, rimane ovviamente l’effetto di mangiare quantità piccole di cibo per via dello stomaco ridotto.

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Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Con orgoglio pubblichiamo la certificazione che è stata recentemente riconosciuta al dr. Schettino, responsabile del Centro di Chirurgia Bariatrica presso la Casa di Cura San Lorenzino in Cesena, per il Centro di Eccellenza S.I.C.Ob. (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità patologica e delle malattie metaboliche).

Ad oggi è l’unico Centro di Eccellenza in Emilia Romagna.

Il passaggio da Centro Accreditato a Centro di Eccellenza, per la chirurgia dell’obesità patologica, è stato possibile grazie al crescente numero di pazienti operati, alle diverse tipologie di interventi chirurgici eseguiti (bendaggio gastrico regolabile, mini bypass gastrico, sleeve gastrectomy e redo-surgery), all’elevato follow up dei pazienti operati, alla presenza di una sala per la terapia intensiva post operatoria.

Per rispondere alle suddette caratteristiche è fondamentale il lavoro dell’equipe multidisciplinare specializzata, composta dal dott. Schettino Angelo Michele, dalla psicologa dr.ssa Graziana De Palma, dalla dietista dr.ssa Cristina Pari. La nostra equipe lavora insieme, da diversi anni, preparando i pazienti al percorso chirurgico bariatrico ed accompagnandoli nel post operatorio in maniera integrata, come le Linee Guida S.I.C.Ob. richiedono, rispondendo alle esigenze di ogni paziente.

Pertanto, è con entusiasmo che riceviamo una certificazione gratificante per il nostro lavoro di equipe.

 

Dr. Angelo Michele Schettino, medico chirurgo

Dr.ssa Cristina Pari, dietista

Dr.ssa Graziana De Palma, psicologa psicoterapeuta


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Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Molte persone credono che, prima e dopo un intervento di chirurgia bariatrica per guarire lo stato di obesità, non serva un percorso particolare, che l’intervento in sé “guarisca” l’obesità.

Questo è sbagliato.

Ci capita spesso, nell’esperienza di lavoro di tutti i giorni, di venire a contatto con persone che conoscono, anche in maniera virtuale, pazienti operati altrove senza alcuna preparazione né controlli dopo l’intervento, e che giungono a noi loro stessi per essere operati, ma inconsapevoli di quanto possa essere pericoloso per la salute o, al minimo, del tutto inutile sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica senza una preparazione adeguata prima e un percorso di sostegno dopo.

La preparazione: è fondamentale che la persona, stabilito dal chirurgo che può essere sottoposta ad un intervento bariatrico, venga preparata sia sotto il profilo medico e anestesiologico, sia sul piano dei nuovi e indispensabili comportamenti da mettere in atto dopo l’intervento, e per tutta la vita!

Alcuni esempi: molti interventi bariatrici richiedono la rinuncia, per tutta la vita, a cibi lievitati e con mollica, i quali porterebbero nel tempo, anche anni dopo l’intervento, ad una dilatazione dello stomaco che è stato ridotto (vuoi tramite un bendaggio gastrico, vuoi tramite una sleeve o un bypass gastrico), quindi ad una grave complicanza, oltre che al recupero del peso perso.

I cibi come pane, pan di spagna, pizze, focacce, brioche, dolci soffici, eccetera, sono da escludere dalla propria alimentazione per sempre.

La stessa cosa vale per qualunque bevanda frizzante, sia essa una bibita, anche in versione light, o acqua gassata; la motivazione è la stessa dei cibi lievitati.

Il percorso: è fondamentale che il paziente sia assiduo nel percorso, che prevede, oltre ai colloqui di preparazione all’intervento, regolari controlli dopo l’intervento con l’equipe multidisciplinare: chirurgo, dietista, psicologa, affinchè egli possa uscire dallo stato di obesità e mantenere a vita un peso sano, grazie al cambiamento nel proprio stile di vita, e soprattutto non incorrere in complicanze.

Le complicanze in seguito a interventi di questo tipo, derivano quasi sempre da una scorretta gestione dell’intervento fatto, e possono non solo determinare il recupero del peso perso nel tempo, ma soprattutto mettere a rischio la vita della persona.

La frequenza ai controlli si definisce in base ad ogni persona, ma va diradandosi nel tempo fino ad un controllo all’anno. I controlli anche annuali vanno fatti tutta la vita, poiché è sempre fondamentale verificare che tutto sia a posto nel tempo!


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Obesità, Dimagrimento e Narcisismo

Obesità, Dimagrimento e Narcisismo

Qualche volta, può sembrare che quasi all’improvviso siano diventate persone felici, che ci sanno fare con tutti, che piacciono e riscuotono grande successo, come se non avessero più alcuna fragilità; eppure le fragilità sono presenti in tutti noi essere umani. Questo essere sempre al centro della ribalta, in effetti, potrebbe essere anche la spia di una profonda insicurezza esistenziale che porta a desiderare l’attenzione degli altri quasi come una vera ossessione.
Si tratta di persone che, successivamente ad un importante dimagrimento, cominciano ad apparire particolarmente egocentriche. Non si tratta necessariamente di persone affette da disturbo di personalità narcisista, ma di tutti coloro che non riescono a vedersi se non al centro di un’immagine di grandiosa apparenza (per nascondere qualche insicurezza).
Nel caso specifico di persone affette da obesità, e che vivono un evidente calo ponderale, si tratta del profondo bisogno di essere riconosciute come persone “nuove”; finalmente, non provano più quel sentimento di vergogna che troppe volte è stato causa di chiusura in se stessi, emarginazione, stati ansioso depressivi, invalidanti per la gestione della vita quotidiana per molto, troppo tempo. Sembra che una persona, intimamente, continui a non piacersi e non stimarsi, spesso solo perché non si conosce abbastanza e si colpevolizza per il suo stato di obesità che lo ha accompagnato fino a qualche mese prima. Per compensare questa insicurezza, che rimane anche dopo il dimagrimento, vuole piacere e conquistare, a tutti i costi, per ottenere così conferme del proprio valore.
Accade di ritrovarsi in compagnia ed osservare la tendenza a monopolizzare la serata, a colpi di battute brillanti, verso un pubblico da sedurre e dal quale ottenere conferme, emerge il voler dare una eccezionale immagine di sé. Inizialmente prende spazio un tratto di personalità appagante per chi lo vive e seducente per chi gli sta intorno. Ma, con il tempo, questa può logorare le relazioni intime e sociali, lasciando lo stesso senso di frustrazione e solitudine vissuto, quasi come costante, negli anni di obesità. Perciò, per dimagrire in maniera sana, è importante affidarsi a percorsi di psico nutrizione e/o chirurgia bariatrica con professionisti specializzati, affinché il processo di dimagrimento venga vissuto in maniera graduale e cercando, il più possibile, di dare spazio ad un sano equilibrio psico fisico.

Dr.ssa Graziana De Palma
Psicologa – Psicoterapeuta
Specializzata in dipendenze patologiche (sostanze stupefacenti, alcol, cibo …)
www.grazianadepalma.it


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Il Metabolismo di Base

Il Metabolismo di Base

Il Metabolismo di Base come chiave per il dimagrimento?
Il Metabolismo di Base (MB) è il dispendio di energia (ovvero di calorie) a riposo psico-fisico e a digiuno da almeno 12 ore, del nostro organismo per compiere le normali attività cellulari.
In una persona adulta sana, il MB incide per circa il 65-75% sulla spesa di calorie giornaliera; certo non è poco, significa che, se una persona assume 2000 kcal/giorno, incide per 1300-1500kcal.
Questi valori sono influenzati, oltre che da età, sesso, fattori genetici, soprattutto dalla attività della massa magra (che non è solo il muscolo!) fino all’80%.
Ma è davvero importante, nel tentativo di perdere peso, cercare qualche rimedio (integratori o altro) che possa aumentare il MB? No!
In realtà, infatti, la quota di incidenza del consumo basale tra una persona sedentaria ed una attiva non varia (abbiamo detto che si aggira tra il 65 e il 75% della spesa calorica giornaliera).
Varia invece il valore sul quale viene calcolata questa quota: la persona sedentaria ha un bisogno giornaliero di calorie inferiore a quella attiva!
Quindi ciò su cui concentrarsi per poter perdere peso non è scovare qualche rimedio miracoloso per alzare il MB, ma aumentare il dispendio energetico totale!
Una regolare attività fisica porta ad un maggiore dispendio di calorie ogni giorno, ad una maggiore attività delle cellule (con un aumento della quota di incidenza del MB da 65 verso 75%), ad un maggior consumo delle “scorte di energia” (tessuto adiposo…).
Insomma… vita attiva, movimento, sport!


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Dieta Mediterranea in Chirurgia Bariatr.

Dieta Mediterranea in Chirurgia Bariatr.

Noi italiani, come gli altri abitanti di paesi del bacino mediterraneo, dovremmo essere paladini di quella che viene chiamata “alimentazione mediterranea”, e che ormai viene riconosciuta in tutto il mondo come stile alimentare capace di prevenire patologie croniche, come l’obesità, legate al benessere e alla sedentarietà.
Ci stiamo invece allontanando dalle nostre sane radici, siamo sempre più influenzati da mode alimentari, e schiacciati da uno stile di vita frenetico, in cui la velocità è arrivata anche in tavola (fast food, ovvero cibi veloci, da mangiare in pochi bocconi, magari in auto o mentre si sta al pc).
In cosa consiste la dieta mediterranea?
La giornata alimentare, anche per chi si è sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica, dovrebbe essere composta principalmente da cereali (grano, riso, orzo, farro…), patate, sostituti secchi del pane (grissini, fette biscottate, biscotti secchi, …), verdure frutta di stagione e legumi, opportunamente sbucciati o pelati nel caso di persone con bendaggio gastrico, più volte al giorno; carni bianche pesce più volte a settimana; carni rosse o affettati e uova con minore frequenza.
Come condimento, sempre olio extra vergine di oliva usato crudo; invece del sale, spezie e erbe aromatiche (basilico menta peperoncino e chi più ne ha più ne metta!).
Dolci solo per occasioni particolari (come dovrebbe essere!).
La bevanda principale è l’acqua.
Se ci si è sottoposti a chirurgia bariatrica è bene ricordare di bere durante la giornata e anche prima di mangiare, ma di non farlo durante il pasto e per un’ora circa dopo pasto in particolare per chi è portatore di bendaggio gastrico.
Sempre vietate le bevande gassate, anche per altri interventi (mini by pass gastrico, by pass gastrico, sleeve gastrectomy,…)
Quindi…
Cerchiamo di tornare a cibi semplici, evitando il più possibile quelli elaborati, raffinati, industriali, precotti, ecc…; nel bere, evitiamo le bevande confezionate dolcificate, gassate, i superalcolici, i drinks, e preferiamo invece acqua da alternare a tisane o infusi fatti in casa dei gusti a noi più graditi (the, karkadè, ecc..), da gustare caldi d’inverno, freddi in estate.


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Post intervento Chirurgia Bariatrica

Post intervento Chirurgia Bariatrica

I più comuni interventi di chirurgia bariatrica eseguiti oggi sono il bendaggio gastrico regolabile, il bypass gastrico (più spesso nella versione mini bypass gastrico) e la sleeve gastrectomy.
La diversione biliopancreatica invece non è più comunemente praticata per via delle importanti complicanze di malassorbimento di sostanze nutritive.
Dopo una fase comune a tutti gli interventi di alimentazione semi-liquida, semi-solida, si torna infine ad una alimentazione solida.
A seconda dell’intervento fatto, possono presentarsi sintomi diversi e non presenti in tutte le persone (sensazione di nausea, vomito, calo dell’appetito, costipazione, episodi di dumping syndrome,..).
A seconda del tipo di intervento, si possono avere cambiamenti nel gusto del cibo e delle bevande, nell’olfatto, …
Dopo interventi come il bypass o il min bypass gastrico vi possono essere inoltre carenze nutrizionali (come vitamine del gruppo B, vitamina D, acido folico, ferro, calcio, ecc…).
Ecco perché affidarsi ad una equipe che lavora con la chirurgia bariatrica e segue le Linee Guida nazionali della S.I.C.Ob. (Società Italiana della Chirurgia dell’Obesità) è di fondamentale importanza per raggiungere un peso sano e mantenerlo a lungo termine, evitando di incorrere in complicanze anche gravi.
Il chirurgo effettua regolari controlli, anche radiologici, e indica quando necessaria l’assunzione di supplementi (integratori), nelle varie fasi dopo l’intervento, a seconda dell’andamento degli esami ematici che vengono richiesti.
Lo psicologo e il dietista seguono il paziente nel tempo, a supporto dei numerosi cambiamenti (alimentari, psicologici, emotivi,…) in seguito all’intervento.
Per tutti i pazienti sottoposti ad uno di questi interventi, bisogna sempre ricordare di:
Non saltare mai i pasti indicati;
Mangiare cibi sani e nutrienti (cereali, frutta e verdure di stagione, legumi, carni pesci formaggi, uova) evitare cibi malsani e non nutrienti come fast food, cibi industriali, prodotti precotti, dolciumi, snack,…;
Bere molta acqua durante la giornata a piccoli sorsi;
Tagliare il cibo a piccoli pezzi nel piatto e masticare a lungo il boccone prima di deglutire.


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IL PERCORSO

IL PERCORSO

La chirurgia bariatrica (dal greco baros, peso) è la branca della chirurgia che si occupa del trattamento di pazienti affetti da grave e patologico eccesso di peso. L’intervento chirurgico è l’unica forma di trattamento che porta a una guarigione duratura in un elevatissimo numero di casi.
Lo scopo della chirurgia bariatrica è quello di limitare l’assunzione di cibo tramite la riduzione della capacità gastrica (interventi di restrizione) o l’assorbimento di sostanze nutritive da parte dell’intestino (interventi malassorbitivi), o entrambi i processi (interventi misti restrittivi e malassorbitivi.
Il percorso di Chirurgia Bariatrica è condotto da un’equipe multidisciplinare specializzata nella cura dell’obesità con approccio chirurgico: Medico Chirurgo, Psicologa-Psicoterapeuta, Dietista.
L’Approccio Multidisciplinare permette di affrontare in maniera seria ed efficace i disturbi o i disagi legati al comportamento alimentare, integrando le diverse figure professionali al fine di instaurare un interscambio reciproco di specifiche conoscenze e competenze che portino ad una fattiva e corretta collaborazione nell’interesse del paziente, operando secondo linee guida comuni (S.I.C.Ob., Società Italiana Chirurgia dell’Obesità).
Il buon esito di un percorso chirurgico non può prescindere da un assiduo e regolare follow up da parte dell’equipe multidisciplinare, in particolare, nei primi due anni dall’intervento. Tuttavia, controlli più dilazionati nel tempo saranno necessari, nel lungo periodo, anche per identificare eventuali comportamenti errati che possono compromettere i risultati già ottenuti.
La costanza nel seguire un percorso di lavoro su se stesso eleva l’autostima e, di conseguenza, la psiche aiuta a dimagrire più velocemente!

Ruolo del Medico Chirurgo
Il paziente effettua una prima visita col chirurgo, il quale darà l’indicazione o meno per un eventuale intervento di chirurgia bariatrica. Nel momento in cui un paziente viene giudicato idoneo ad essere avviato al percorso chirurgico, le indicazioni relative al tipo di intervento ed alla eventuale necessità di altre procedure preliminari ad esso (es.: posizionamento di palloncino intragastrico, consulenze specialistiche, procedure diagnostiche di vario tipo, ecc…), verranno definite primariamente dall’equipe bariatrica con l’eventuale ausilio e collaborazione -se necessario- di altre figure specialistiche, di volta in volta identificate, sulla base delle linee guida nazionali S.I.C.Ob.

Ruolo della Psicologa – Psicoterapeuta nella valutazione pre operatoria
Dietro la nascita e lo sviluppo dell’obesità si nascondono sempre cause psicologiche più o meno importanti. Gli studiosi sono concordi nell’affermare che il soggetto obeso ha sviluppato una dipendenza da cibo, per molti aspetti (anche fisiologici), simile ad altri tipi di dipendenza come l’alcolismo o la tossicodipedenza. Il “motore” psicologico può essere più o meno determinante nell’origine della malattia, mentre è quasi sempre la causa principale della sua cronicizzazione. Determinati comportamenti alimentari rappresentano, infatti, una soluzione, adottata dal soggetto che ne è affetto, per far fronte ad una varietà di fattori stressanti intrapsichici, familiari ed ambientali.
Pertanto, la valutazione psicologica è necessaria per comprendere se il paziente candidato all’intervento chirurgico risponde ai parametri psichici richiesti dalle linee guida Sicob e per prepararlo a tutte le tappe che il percorso prevede. L’assessment psicologico si basa su colloqui clinici (che consentono una valutazione individualizzata) e sulla somministrazione di test (che forniscono una “valutazione standardizzata”) con lo scopo di ottenere la conoscenza di elementi quali il tono dell’umore, il comportamento alimentare, la motivazione al cambiamento, le aspettative del paziente.
Attraverso il colloquio psicologico e la somministrazione di test, la psicologa elabora una relazione scritta che invierà al chirurgo. Successivamente, l’equipe multidisciplinare si confronterà per decidere insieme verso quale percorso indirizzare il paziente.
Nello stesso giorno il paziente effettua sia la visita psicologica che dietistica.

Ruolo della Dietista nella valutazione pre operatoria
La valutazione dietistica, nel paziente obeso e candidato a chirurgia bariatrica, è necessaria per valutare le abitudini alimentari scorrette alle quali bisogna porre modifiche (anche in relazione al tipo di intervento ipotizzato).
Nel corso della prima visita (che si effettua nello stesso giorno della consulenza psicologica), la dietista effettua un’accurata anamnesi delle abitudini alimentari e dello stile vita del paziente; inoltre, indaga sulla storia del peso e dei precedenti tentativi di dimagrimento con particolare attenzione ai comportamenti che il paziente ha messo in atto nel corso del tempo. La raccolta anamnestica prevede anche una descrizione, da parte del paziente, delle proprie abitudini quotidiane: eventuale irregolarità dei pasti, abitudine allo spiluccamento, assunzione di liquidi ipercalorici…
Tutti questi fattori, infatti, possono incidere, in maniera negativa, sul dimagrimento del paziente sottoposto a chirurgia bariatrica e sul suo mantenimento a lungo termine.
Infine, la dietista fornisce al paziente le indicazioni alimentari da seguire nel post operatorio (alimenti e/o bevande da escludere, distribuzione dei pasti nella giornata, tempi da dedicare ai pasti, modalità nell’assunzione dei cibi,…).
La dietista elabora una relazione scritta che invierà al chirurgo. Successivamente, l’equipe multidisciplinare si confronterà per decidere insieme verso quale percorso indirizzare il paziente.

FOLLOW UP
Controlli Chirurgici, Psicologici e Dietistici
Il paziente che è stato sottoposto a intervento chirurgico dovrà sottoporsi a regolare follow up con l’equipe multidisciplinare.
Il controllo chirurgico si effettua, indicativamente, ogni 3 o 4 mesi nel primo anno post intervento ed ogni 4 o 6 mesi nel secondo anno. Infine, sarà necessario un controllo annuale.
I controlli psicologici e dietistici si effettuano, indicativamente, ogni 30 giorni per i primi 3 mesi e successivamente ogni 45 o 60 giorni per altri 6 mesi.
A distanza di un anno dall’inizio del percorso, l’equipe proporrà incontri di  gruppo Psico Dietistici ai quali partecipano pazienti che hanno concluso il percorso individuale, ma continuano ad essere monitorati ed a condividere la propria esperienza con altri.

IL PALLONE INTRAGASTRICO (BIB)

IL PALLONE INTRAGASTRICO (BIB)

Il pallone intragastrico è un dispositivo che, posizionato all’interno dello stomaco, aiuta ad ottenere un calo di peso. Non si tratta di un intervento chirurgico in senso stretto, bensì di una manovra endoscopica (simile ad una semplice gastroscopia), eseguita generalmente in blanda sedazione farmacologica in modo da attenuare il fastidio della procedura. curaobesita_bibQuello più frequentemente utilizzato consiste in un palloncino di silicone morbido e gonfiabile che viene introdotto attraverso la bocca, sgonfio e sotto controllo endoscopico, fino a raggiungere lo stomaco; solo a questo punto viene riempito con 500 – 700 cc di una soluzione salina sterile miscelata con pochi cc di un colorante che le conferisce una colorazione blu. Lo scopo della colorazione è solo quello di rivelare una eventuale “perdita” del contenuto del palloncino (per esempio, per un difetto di fabbricazione) con conseguente desufflazione (sgonfiamento) del medesimo, che si verifichi dopo il suo posizionamento. Infatti il colorante fuoriuscito dal palloncino viene assorbito dalla mucosa intestinale, passando così nel circolo sanguigno per essere eliminato con le urine le quali assumeranno un insolito colorito verde-bluastro, dando modo al paziente – già opportunamente istruito – di contattare lo Specialista di riferimento per gli eventuali ulteriori accertamenti e/o la rimozione/sostituzione del presidio difettato.
Una volta inserito e gonfiato, il palloncino funge da corpo estraneo che si muove liberamente all’interno dello stomaco, occupando gran parte della sua cavità e quindi riducendone la capacità, inducendo un precoce senso di sazietà dopo l’introduzione di piccole quantità di cibo.
Esso va considerato come trattamento transitorio dell’obesità, anche se in casi molto selezionati può essere impiegato in pazienti non candidabili alla chirurgia bariatrica. Normalmente infatti viene utilizzato in preparazione ad un intervento di chirurgia bariatrica, in maniera da ottenere un calo ponderale che permetta di abbassare quanto possibile il rischio perioperatorio.
Se non subentrano complicazioni e se ben tollerato il palloncino può essere mantenuto in sede per massimo sei mesi, oltre i quali la possibilità che si verifichino complicanze cresce notevolmente.
Salvo complicazioni o casi particolari, durante il periodo di trattamento con BIB il paziente viene monitorato con controlli psicologici e dietistici a cadenza mensile che hanno lo scopo di verificare il grado di tolleranza psicologica e fisiologica (“compliance”), il grado di adesione alle regole, il comportamento alimentare, l’entità e la qualità del calo ponderale, e di fornire di volta in volta informazioni, suggerimenti e supporto utili al raggiungimento dell’obietivo e del benessere psico-fisico del paziente. Al terzo mese viene eseguito pure un controllo medico per fare il punto della situazione in relazione all’obiettivo prefisso, prescrivere eventuali esami di laboratrio che permettano di escludere possibili complicanze o carenze nutrizionali, ecc….
La risposta fisiologica del paziente a questo tipo di procedura varia a seconda del regime dietetico seguito, delle condizioni generali, della presenza di eventuali comorbidità, dell’assunzione di farmaci che influenzino il metabolismo, del tipo e dell’intensità delle attività svolte (è sempre auspicabile una regolare attività fisica a carattere aerobico!).

Controindicazioni alla procedura sono da considerarsi:

  • la presenza di una voluminosa ernia jatale
  • gastrite e/o esofagite in fase attiva
  • ulcere gastriche e/o esofagee

Le complicanze si distinguono in precoci, tra le quali:

  • crampi addominali
  • nausea e vomito (molto frequenti nelle prime 48 – 72 ore dal posizionamento del BIB)
  • lesioni e/o perforazioni viscerali intraprocedurali (stomaco, esofago)
  • aspirazione di contenuto gastrico nei polmoni (“ab ingestis”)

e tardive, tra le quali:

  • nausea e vomito persistenti (oltre le 48-72 ore)
  • senso di pesantezza addominale (il BIB pesa mediamente 500 – 700 gr. !)
  • reflusso gastroesofageo (tosse stizzosa, pirosi retrosternale, ecc…)
  • rallentato svuotamento gastrico
  • lesioni mucose gastriche da decubito e/o da ipersecrezione acida (erosioni, ulcere)
  • occlusione intestinale da migrazione del BIB desufflato (rara)

La gravità di molte di queste complicanze (soprattutto tardive) dipende dalla tempestività della diagnosi;è quindi importante che il paziente contatti tempestivamente il Centro o lo Specialista di riferimento all’insorgere dei sintomi sopradescritti e -comunque- ogniqualvolta registri un qualche dubbio sul regolare decorso del programma.
La rimozione avviene sempre con una manovra endoscopica, in sedazione farmacologica, uguale e contraria a quella con la quale lo si era posizionato. Per evitare il rischio di complicanze legate alla possibile aspirazione di contenuto gastrico nell’albero bronchiale (“ab ingestis”) è importantissimo che lo stomaco non abbia al suo interno ingesti solidi durante la manovra di rimozione del palloncino: per questo è necessario non ingerire cibi solidi e liquidi, rispettivamente nelle 48 ore e 12 ore precedenti la rimozione.