Sappiamo cos’è una dipendenza?!?

Sappiamo cos’è una dipendenza?!?

La dipendenza (oggi si usa il concetto più generale di Addiction) è un processo attraverso il quale si produce, inizialmente, un comportamento che può avere la funzione di procurare piacere e di alleviare un malessere interiore. Successivamente, essa si caratterizza per un costante fallimento del suo controllo e per la sua persistenza, a dispetto delle conseguenze negative che produce.
La persona, diventando dipendente, perde il controllo sulla sua stessa vita e, benché desideri uscirne, i tentativi che fa in questo senso si rivelano per lo più fallimentari.
La dipendenza, quindi, nasce dal consumo regolare di una sostanza psicoattiva legale (alcol, tabacco, medicamenti) o illegale (eroina, cocaina, droghe sintetiche, ecc.), ma anche da attività sulle quali la persona perde il controllo (gioco d’azzardo, anoressia, bulimia, sessualità promiscua, ecc.).
Con il termine “dipendenza” , quindi, s’intende un fenomeno complesso che spesso si radica nel vissuto di una persona e non ha una causa definibile in maniera univoca; in quanto, ha radici, spesso antiche, legate alla sua storia evolutiva, alle abitudini di vita quotidiana dell’individuo, alle sue modalità comportamentali. I fattori che possono causarla sono molteplici, di carattere sociale e/o ereditario, ed agiscono, ledendola, anche sulla capacità individuale di far fronte alle differenti situazioni cui ci si confronta.
Dipendenza da sostanze: quando si parla di dipendenze si pensa subito alle sostanze illegali come l’eroina, l’ecstasy o la cannabis, ecc., ma sono altrettanto fonti possibili di dipendenza il tabacco o l’alcol o determinati farmaci che di per sé sono perfettamente legali e socialmente accettati;
Dipendenza da Attività ed Abitudini che, isolate, emergono dalla quotidianità diventando comportamenti compulsivi: sport, pulizia, lavoro, computer, shopping, cibo, gioco d’azzardo, ecc. Per esempio: tutti noi guardiamo la televisione, a volte, senza un vero interesse per ciò che vediamo, oppure mangiamo senza avere fame; quando, però, questi comportamenti diventano irrinunciabili e il soggetto si sente costretto a compierli, pena la frustrazione, l’angoscia ed il malessere, allora si parla di compulsività e di dipendenza. Se il soggetto dipende, per il proprio “benessere”, da tali oggetti gratificatori è affetto da una dipendenza.
Quanto detto finora permette di evidenziare una peculiarità del fenomeno: infatti, si tratta di una patologia caratterizzata da uno sviluppo e da un decorso che richiedono tempi lunghi; non si diventa dipendenti dall’oggi al domani e l’uscita da questo tipo di situazioni può necessitare di ripetuti tentativi e numerosi fallimenti. Le dipendenze non insorgono in maniera repentina ma sono frutto, proprio per il tipo di fattori che ne costituiscono la possibile origine, di un lento, quasi impercettibile, processo.
La problematica, quindi, affonda le proprie radici nel vissuto del soggetto: le esperienze personali, l’educazione, l’ambiente, la famiglia, lo stato d’animo, ecc. sono solo alcuni dei fattori sui quali è possibile che venga a svilupparsi una dipendenza. Per questo motivo il confine tra abitudine e dipendenza è difficilmente tracciabile e d’altro canto, proprio in quanto non si tratta di un confine nettamente demarcato, non è univocamente valicabile (ossia è possibile passare dall’abitudine alla dipendenza e viceversa e questo passaggio può avvenire in maniera reiterata).
Alla luce di tutto ciò, si può quindi comprendere come, nella lotta contro le dipendenze, la prevenzione e la promozione della salute (tanto a livello individuale quanto comunitario ed ambientale) svolgono un ruolo fondamentale, costituendo il benessere psicofisico e sociale un fattore determinante la capacità di ciascun individuo di fare capo quotidianamente alle proprie risorse e competenze e personali.

Dr.ssa Graziana De Palma


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Cosa indicano i colori di frutta e verdura?

Cosa indicano i colori di frutta e verdura?

Ai colori diversi di frutta e verdura si associano sostanze utili all’organismo; è però importante sceglierle di stagione e del territorio, poiché sono al pieno della maturazione quindi più ricchi di sostanze e hanno percorso “meno strada” per arrivare sulle nostre tavole…
Frutta e verdura sono alimenti fondamentali per una alimentazione sana, sono infatti ricchissimi di sali minerali e vitamine, necessari per il buon funzionamento di tutti i processi che avvengono nel nostro organismo.
Inoltre, sono ricchi di fibre, che mantengono pulito l’intestino, e di acqua, il che li rende dei “lassativi” naturali.
È importante scegliere frutta e verdura di stagione e del territorio in cui viviamo, perché è al pieno della maturazione e ha percorso “meno strada” per arrivare in tavola, quindi è più ricca di minerali e vitamine.
Ai diversi colori di frutta e verdure si associano spesso sostanze utili all’organismo, di qui l’importanza di variare più possibile quando li acquistiamo.

BIANCO
Associato spesso alla presenza di allicina o alliina, presente in aglio, cipolla, scalogno, erba cipollina; ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antifungine, e dà l’odore caratteristico all’aglio quando ne schiacciamo gli spicchi.
Altri prodotti dal colore bianco sono:
Il cavolfiore, ricco di zolfo, che gli dà l’odore tipico, e di calcio;
la pera ricca di potassio, ottima anche cotta;
la mela, i porri, il finocchio, il sedano.

VERDE
Colore dato dalla clorofilla ma anche dai folati presenti negli ortaggi verdi, come:
asparagi, radicchio, insalata, carciofi, bieta, zucchine, prezzemolo, basilico, spinaci.
Gli spinaci sono particolarmente ricchi di ferro.

ROSSO
Colore dato dai polifenoli e dai carotenoidi:
Pomodoro, ad esempio, ricco di licopene, un carotenoide;
Fragole, ricche di vitamina C (dal potere antiossidante) e di polifenoli.
I carotenoidi hanno una azione antiossidante e antiteratogena, cioè consentono di limitare il depositarsi di placche aterosclerotiche sulle pareti interne dei vasi sanguigni, proteggendo quindi da eventi cardiovascolari (infarti, ictus). Inoltre sono importanti per il meccanismo della visione.
Favoriscono infine il processo dell’abbronzatura.

GIALLO-ARANCIO
Dato anch’esso dalla presenza di polifenoli e carotenoidi, come carota, melone, albicocca, ricchi anche di vitamina A, che è indispensabile per il meccanismo della visione;
Arancia: ricca anche di vit.C (forse non tutti sanno che è nata dall’incrocio tra mandarino e pomelo).

Curiosità: Il tipico colore delle foglie di molte piante in autunno è dovuto alla presenza dei carotenoidi; nelle piante, infatti, questi pigmenti sono normalmente presenti in quantità inferiore rispetto alla clorofilla, quindi durante l’anno la pianta è verde. Quando però nei mesi freddi la pianta si prepara a perdere le foglie, la clorofilla diminuisce rapidamente e restano invece i carotenoidi, che donano alle foglie il tipico colore rossastro dei mesi autunnali.

VIOLA-BLU 
Dato dalla presenza di antociani, ne contengono ad esempio:
uva nera, ciliegia, ribes, sambuco e bacche in genere; contengono anche polifenoli (come il resveratrolo)
I polifenoli hanno azione antiossidante e anti-accumulo di colesterolo.

Curiosità: Polifenoli e antociani sono le stesse sostanze che danno il colore a fiori come la dalia e il fiordaliso, tipico per il colore blu intenso.

Dr.ssa Cristina Pari


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Corpo e Psiche

Corpo e Psiche

Mai come nella nostra epoca il disagio psichico ha preso il sopravvento sull’esistenza dell’uomo.
L’Occidente ha prodotto ricchezze e tecnologie senza precedenti, eppure mai come ai giorni nostri la sofferenza è diventata un leitmotiv delle nostre esistenze.
Quindi, nell’era moderna, in cui tutto è veloce, è sempre più difficile prendere contatto con se stessi; i malesseri psicologici sono sempre più frequenti e spesso si esprimono anche attraverso il corpo. Tuttavia, ancora troppo di frequente si tende a separare i concetti di corpo e psiche come se fossero due mondi lontani dimenticando che, al contrario, sono continuamente in relazione tra loro.
Forse, in un’epoca in cui si è tutti troppo di corsa per potersi ascoltare, è importante fare chiarezza rispetto al significato del termine psicosomatica.
La psicosomatica è quella branca della medicina che pone in relazione la mente ed il corpo, ossia il mondo emozionale ed affettivo con il soma (corpo), occupandosi nello specifico di rilevare e capire l’influenza che l’emozione esercita sul corpo e le sue affezioni.
Un tempo per disturbo psicosomatico si intendeva solo una malattia organica per la quale non si riusciva a trovare una causa (quasi a dire che un disturbo psicosomatico era un disturbo “inventato”).
Con lo sviluppo delle ricerche che hanno posto in relazione le emozioni ed il corpo, attraverso le variazioni del rilascio di ormoni e neurotrasmettitori (dimostrando un legame “materiale” tra i due mondi), la psicosomatica ha assunto il ruolo della scienza che guarda all’essere umano come un tutto unitario, in cui la malattia può comparire sia come sintomo organico che come sintomo psicologico.
Si può, quindi, sostenere che le malattie psicosomatiche sono quelle che mettono in atto uno dei meccanismi di difesa più arcaico, esprimendo il disagio psichico attraverso il corpo, poiché l’ansia, la sofferenza, le emozioni, sono troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, perciò non trovano una migliore via di scarico immediata che il corpo.
Nelle persone affette da un disturbo psicosomatico, quindi, il disagio psicologico e le emozioni sono presenti, ma non vengono percepite oppure vengono percepite e non espresse perché manca la capacità di espressione simbolica, manca uno spazio mentale in cui sentire il mondo emotivo in maniera analitica.
Si tratta di persone che hanno una organizzazione del pensiero molto ricca di cose concrete, ma povera di espressione delle emozioni, come se sapessero guardare facilmente attorno a se ma senza riuscire o volere guardare dentro di se; a volte, sono in grado di guardarsi dentro ed ascoltarsi ma rimane l’incapacità di esprimere verbalmente il mondo interno.
In un mondo sempre più tecnologico, sono tante le persone che difficilmente riferiscono sentimenti di rabbia, paura, delusione, scontentezza, insoddisfazione, non perché non provino tali emozioni, ma perché sono totalmente in difficoltà nel far emergere il loro mondo interno. Tutte le loro capacità difensive, infatti, tendono a tener lontani contenuti psichici inaccettabili, a costo di “distruggere” il proprio corpo.
Perciò i cosiddetti “pazienti psicosomatici” tendono a non essere mai soddisfatti della diagnosi (solitamente restituita dal proprio Medico di Medicina Generale) fino a quando non accettano di affrontare il problema con l’aiuto di uno specialista che gli permetta di individuare e risolvere i meccanismi psichici fallimentari.
I disturbi psicosomatici, quindi, per la loro natura, devono essere affrontati sul duplice fronte: psichico e fisico.
I farmaci possono essere necessari per attenuare i sintomi della malattia fisica, mentre la terapia psicologica è indispensabile per comprendere le radici di essa e risolvere le cause profonde.
Si tratta di un percorso articolato attraverso il quale si deve cogliere cosa sta cercando di dirci la psiche con quel sintomo ed imparare ad esprimere meglio le proprie emozioni, in modo che non tornino più ad esprimersi attraverso il corpo in maniera dannosa sul piano fisico.

Dr.ssa Graziana De Palma
Psicologa – Psicoterapeuta
Specializzata in dipendenze patologiche (sostanze stupefacenti, alcol, cibo …)
www.grazianadepalma.it


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Sono intollerante a qualche alimento?

Sono intollerante a qualche alimento?

…come capire da soli se siamo intolleranti ad una alimento o bevanda.
Le intolleranze si possono manifestare in qualunque momento della vita o non manifestarsi mai. Spesso è facile individuarle da soli, perché con l’assunzione di un cibo o bevanda abbiamo una reazione immediata come dolori addominali crampi gonfiore importante
Sentiamo molto parlare di intolleranze e di allergie alimentari, a volte confondendole tra loro.
Chiariamo cosa siano le une e le altre.
Una intolleranza alimentare è una reazione avversa dell’organismo ad un alimento o bevanda che esso non riesce ad “accettare”, dando quindi sintomi fastidiosi e dolorosi come, per esempio, dolori addominaligonfiore, diarrea.
Nell’intolleranza  non vi è una risposta dell’organismo a livello immunitario,  ma solo a livello metabolico.
Tra le intolleranze più comuni in Italia c’è quella al lattosio (la più diffusa in assoluto), dovuta alla carenza dell’enzima che scinde questo zucchero del latte, con conseguente difficoltà a digerire latte e latticini freschi; ne soffre circa il 60-70% della popolazione.
Molto diffusa anche quella al glutine  (celiachia), per la quale esiste un test scientificamente attendibile; in caso di risultato positivo, i cibi con glutine (presente in  frumento, orzo, farro, segale, kamut, sorgo, spelta, triticale, e tutti i cibi fatti con questi cereali)  vanno sostituiti con quelli che ne sono privi.
Vi sono poi intolleranze ad additivi come solfiti, glutammato, reazioni ad alcool, caffeina, e intolleranze ereditarie particolarmente gravi, favismo e intolleranza al fruttosio.
Tutte le intolleranze si possono manifestare a qualunque età, oppure non manifestarsi mai.
Inoltre, non sempre l’intolleranza viene percepita; infatti, in alcuni soggetti, bere o mangiare piccole quantità di un cibo al quale il proprio organismo è intollerante può non dare alcun sintomo per anni.
Ecco perché ci capita sentire di persone che hanno sempre mangiato certi cibi/bevande e che, ad un certo punto, hanno iniziato ad avvertire fastidi e sintomi legati a questi prodotti.
Una allergia alimentare, invece, è una reazione dell’organismo, causata da un alimento, che scatena una risposta a livello immunologico. Il corpo dà una risposta immunitaria alterata verso una sostanza perché viene scambiata come “nemica”, con produzione di anticorpi.
Tra le più comuni allergie alimentari in Italia vi sono quelle a: latte vaccino, pesce, frutta secca, uova, crostacei, sesamo.
Anche se è difficile stabilire la reale diffusione di intolleranze e allergie in Italia, secondo alcune statistiche vi sarebbero circa 7,5 % di bambini e 2% di adulti intolleranti; 0,5-1% di persone allergiche.

Dr.ssa Cristina Pari


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Come ci si può prendere cura di se in maniera Piacevole?!?

Come ci si può prendere cura di se in maniera Piacevole?!?

Il segreto è … Ascoltarsi per essere Consapevoli di se stessi!
L’ascolto di se, delle proprie emozioni e sensazioni, consente il raggiungimento di un equilibrio psico emotivo che induce a prendersi cura di se stessi a 360 gradi (vita personale, professionale, sociale ecc…).
Se parliamo di salute: sappiamo bene che un sano e corretto stile di vita è alla base del benessere psico fisico; ma sappiamo in che cosa consiste davvero un sano e corretto stile di vita”?
Alimentazione ed attività fisica sono fondamentali per il proprio benessere, ma senza una buona predisposizione mentale non si riesce a seguire una sana alimentazione ed a svolgere regolarmente attività fisica con piacere; bensì, si rischia di vivere tutto ciò come se fosse una fatica. Di conseguenza, le diete dimagranti falliscono e tuta e scarpette finiscono in garage!

Oggi parliamo di Psico nutrizione come approccio olistico ed interdisciplinare; in quanto è proprio cominciando a lavorare con la nostra stessa psiche che possiamo aprirci ad una corretta alimentazione, regolare attività fisica e, quindi, ad un nuovo e sano stile di vita.
Di seguito, qualche semplice suggerimento per vivere con piacere la ricerca ed il raggiungimento di un buon equilibrio psico fisico; le indicazioni sono efficaci solo se si riesce a farle proprie per Se Stessi!!!

  • Ascoltarsi per imparare a riconoscere la fame fisiologica e distinguerla dalla fame psicologica/emotiva;
  • Riconoscere la sazietà organica e fermarsi di fronte al “mi sento pieno!”;
  • Ricordare che non bisogna mangiare per abitudine o per placare gli stati d’animo negativi (i quali richiedono un lavoro psicologico con l’aiuto di esperti), ma per nutrire il proprio corpo e la propria mente in modo sano;
  • Nei momenti di noia, solitudine e/o malessere interiore (invece di cercare “consolazione” nel cibo) è piacevole “concedersi” una passeggiata all’aria aperta per coccolarsi in maniera sana;
  • Tutto ciò induce ad una maggiore consapevolezza di se stessi, dando spazio, lentamente e con piacere, ad un Nuovo Equilibrio Psico Fisico!

Dr.ssa Graziana De Palma


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