Caffè benefici e controindicazioni

Caffè benefici e controindicazioni

A chi non piace svegliarsi e bere una tazzina di caffè per iniziare bene la giornata?

E quanto spesso, per ritrovarci con colleghi o amici, diciamo “prendiamoci un caffè”?

Il caffè soprattutto per noi italiani è un rito quasi irrinunciabile.

Vediamo allora benefici e potenziali danni di questa amata bevanda.

La sostanza più nota contenuta nel caffè è senz’altro la caffeina, che ha diversi effetti sul nostro organismo:

stimola la secrezione gastrica e biliare (ecco perché sentiamo dire che bevuto a fine pasto un caffè stimola la digestione),

agisce come tonico e stimolante della funzione cardiaca e nervosa (da qui l’effetto “energizzante” che avvertiamo quando beviamo il caffè),

stimola l’utilizzazione delle riserve di grasso come fonte di calorie,

riduce il senso di appetito.

Sembrano tutti effetti positivi, ma attenzione: un consumo elevato di caffè ci espone a grossi rischi :

Abbiamo detto dell’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica.

In dose eccessive però può provocare danni all’apparato digerente a causa dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco, ecco perchè il caffè è sconsigliato a chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera.

Abbiamo detto che stimola la funziona cardiaca e nervosa, ma questo effetto in persone ipertese o che soffrono di insonnia può essere più dannoso che di aiuto. Anche persone sane possono sperimentare tachicardia, tremori e sbalzi pressori con quantità elevate di caffeina.

Infine, se anche la caffeina aiuta a “bruciare un po’ di calorie”, consideriamo che se mettiamo zucchero o latte nel caffè, le calorie così assunte annullano questo effetto.

Dunque, quanto caffè possiamo bere in media in condizioni di buona salute?

Un limite potrebbe essere quello di 300 mg al giorno di caffeina: un caffè fatto con la moka ne contiene circa 85mg, l’espresso ne contiene circa 60mg, quindi diciamo da 4 a 5 tazzine al giorno.

 

Ma dobbiamo considerare che la caffeina non si trova solo nel caffè ma anche in altri prodotti vegetali come cioccolato e the, e in bevande gassate energizzanti, quindi bisogna considerare tutto ciò che introduciamo in un giorno.

In base a questo, si ritiene un consumo sicuro le 3 tazzine al giorno per le donne e le 4 tazzine al giorno per l’uomo.

In conclusione, il caffè in dosi moderate ha senz’altro tanti benefici da offrirci, ma non esageriamo per non ribaltare la situazione e avere brutti effetti.


Per prenotare una visita per Obesità
con il dott. Angelo Michele Schettino Medico Chirurgo chiamare la segretaria al numero 370 3628299
Per Psicologa – Psicoterapeuta dott.ssa Graziana De Palma numero 328 5858664
Per Dietista dott.ssa Cristina Pari numero 346 2380588

 

Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Con orgoglio pubblichiamo la certificazione che è stata recentemente riconosciuta al dr. Schettino, responsabile del Centro di Chirurgia Bariatrica presso la Casa di Cura San Lorenzino in Cesena, per il Centro di Eccellenza S.I.C.Ob. (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità patologica e delle malattie metaboliche).

Ad oggi è l’unico Centro di Eccellenza in Emilia Romagna.

Il passaggio da Centro Accreditato a Centro di Eccellenza, per la chirurgia dell’obesità patologica, è stato possibile grazie al crescente numero di pazienti operati, alle diverse tipologie di interventi chirurgici eseguiti (bendaggio gastrico regolabile, mini bypass gastrico, sleeve gastrectomy e redo-surgery), all’elevato follow up dei pazienti operati, alla presenza di una sala per la terapia intensiva post operatoria.

Per rispondere alle suddette caratteristiche è fondamentale il lavoro dell’equipe multidisciplinare specializzata, composta dal dott. Schettino Angelo Michele, dalla psicologa dr.ssa Graziana De Palma, dalla dietista dr.ssa Cristina Pari. La nostra equipe lavora insieme, da diversi anni, preparando i pazienti al percorso chirurgico bariatrico ed accompagnandoli nel post operatorio in maniera integrata, come le Linee Guida S.I.C.Ob. richiedono, rispondendo alle esigenze di ogni paziente.

Pertanto, è con entusiasmo che riceviamo una certificazione gratificante per il nostro lavoro di equipe.

 

Dr. Angelo Michele Schettino, medico chirurgo

Dr.ssa Cristina Pari, dietista

Dr.ssa Graziana De Palma, psicologa psicoterapeuta


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Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Molte persone credono che, prima e dopo un intervento di chirurgia bariatrica per guarire lo stato di obesità, non serva un percorso particolare, che l’intervento in sé “guarisca” l’obesità.

Questo è sbagliato.

Ci capita spesso, nell’esperienza di lavoro di tutti i giorni, di venire a contatto con persone che conoscono, anche in maniera virtuale, pazienti operati altrove senza alcuna preparazione né controlli dopo l’intervento, e che giungono a noi loro stessi per essere operati, ma inconsapevoli di quanto possa essere pericoloso per la salute o, al minimo, del tutto inutile sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica senza una preparazione adeguata prima e un percorso di sostegno dopo.

La preparazione: è fondamentale che la persona, stabilito dal chirurgo che può essere sottoposta ad un intervento bariatrico, venga preparata sia sotto il profilo medico e anestesiologico, sia sul piano dei nuovi e indispensabili comportamenti da mettere in atto dopo l’intervento, e per tutta la vita!

Alcuni esempi: molti interventi bariatrici richiedono la rinuncia, per tutta la vita, a cibi lievitati e con mollica, i quali porterebbero nel tempo, anche anni dopo l’intervento, ad una dilatazione dello stomaco che è stato ridotto (vuoi tramite un bendaggio gastrico, vuoi tramite una sleeve o un bypass gastrico), quindi ad una grave complicanza, oltre che al recupero del peso perso.

I cibi come pane, pan di spagna, pizze, focacce, brioche, dolci soffici, eccetera, sono da escludere dalla propria alimentazione per sempre.

La stessa cosa vale per qualunque bevanda frizzante, sia essa una bibita, anche in versione light, o acqua gassata; la motivazione è la stessa dei cibi lievitati.

Il percorso: è fondamentale che il paziente sia assiduo nel percorso, che prevede, oltre ai colloqui di preparazione all’intervento, regolari controlli dopo l’intervento con l’equipe multidisciplinare: chirurgo, dietista, psicologa, affinchè egli possa uscire dallo stato di obesità e mantenere a vita un peso sano, grazie al cambiamento nel proprio stile di vita, e soprattutto non incorrere in complicanze.

Le complicanze in seguito a interventi di questo tipo, derivano quasi sempre da una scorretta gestione dell’intervento fatto, e possono non solo determinare il recupero del peso perso nel tempo, ma soprattutto mettere a rischio la vita della persona.

La frequenza ai controlli si definisce in base ad ogni persona, ma va diradandosi nel tempo fino ad un controllo all’anno. I controlli anche annuali vanno fatti tutta la vita, poiché è sempre fondamentale verificare che tutto sia a posto nel tempo!


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Intervista al Dr. Angelo Michele Schettino, chirurgo generale e bariatrico.

Intervista al Dr. Angelo Michele Schettino, chirurgo generale e bariatrico.

Dottore, lei oggi è un chirurgo conosciuto ed affermato, ci racconta quale è stato il suo percorso di studi?

Ho studiato Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi “Federico II°” di Napoli e mi sono laureato nel 1993 col massimo dei voti.
Poi mi sono trasferito a Ferrara, per frequentare la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale presso l’Università degli Studi di Ferrara, appunto, e mi sono specializzato nel 1998 col massimo dei voti e con Lode.

Da lì in poi, quindi, ha iniziato a lavorare come chirurgo?

Sì, dal 1994 mi occupo di chirurgia generale e dal 1998 in Romagna; oggi, svolgo la mia attività in regime di libera professione in strutture accreditate in cui gli interventi chirurgici sono eseguiti in convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale.
Ho all’attivo più di 5.000 interventi di chirurgia generale come primo operatore, ed in particolare, di chirurgia dell’apparato digerente, chirurgia delle ernie e della parete addominale eseguiti sia con tecnica tradizionale che laparoscopica ed inoltre di chirurgia proctologica e generale.

Da quanto tempo, invece, si occupa di chirurgia dell’obesità?

Mi interesso di obesità patologica dal 2003. Ora che ci penso, sono ormai 15 anni!
Ho all’attivo circa 2000 interventi inerenti la chirurgia bariatrica eseguiti con tecnica laparoscopica (bendaggio gastrico regolabile, by-pass gastrico, mini by- pass gastrico, sleeve gastrectomy, redo-surgery ovvero re-interventi per persone obese già operate che necessitano di un nuovo intervento).

Dal 2012 la mia attività chirurgica ed ambulatoriale si svolge prevalentemente presso l’Unità funzionale di Chirurgia della Casa di Cura San
Lorenzino di Cesena, dove sono anche il Responsabile Referente per la S.I.C.Ob. del Centro Accreditato di Chirurgia per l’Obesità e Malattie Metaboliche.

Sappiamo che la sua esperienza è molto richiesta in varie regioni d’Italia, in particolare dove nascono nuovi centri per la chirurgia bariatrica e vi è, quindi, la necessità di insegnare a nuovi chirurghi come si svolgono interventi chirurgici così complessi e delicati…

Sì, infatti, da alcuni anni, ricopro anche il ruolo di Chirurgo Tutor presso diverse strutture, in più regioni italiane, per formare chirurghi riguardo interventi bariatrici, in particolare di bendaggio gastrico regolabile laparoscopico e mini bypass gastrico laparoscopico.

Come si svolge il lavoro nell’ambito dell’obesità prima che il paziente arrivi in sala operatoria?

Il mio lavoro inizia con l’inquadramento clinico del paziente attraverso una visita chirurgica. Fondamentale è avere tutta la documentazione del paziente rispetto a patologie esistenti, terapie farmacologiche, precedenti tentativi di perdita di peso e cali ponderali raggiunti.

Sono quasi sempre pazienti molto complessi dal punto di vista della salute, resa precaria dall’eccesso di peso e dalle patologie correlate (diabete, dislipidemie, ipertensione, patologie respiratorie, articolari, ecc…). Successivamente, invio il paziente al resto della mia equipe, passaggio di fondamentale importanza affinché il paziente possa essere preparato sul piano alimentare e psicologico per affrontare l’intervento chirurgico e beneficiarne poi al meglio. Mi avvalgo, infatti, delle figure di dietista e psicologa (specializzate nello studio e la cura dell’obesità) che preparano il paziente all’intervento bariatrico facendogli acquisire consapevolezza del percorso che dovrà affrontare (con regole rigide da seguire a vita) soprattutto nel primo anno post operatorio. Il programma di follow up, chirurgico dietistico e psicologico, è stato sempre più migliorato nel corso della nostra esperienza e standardizzato, seguendo linee guida Sicob, senza però perdere mai di vista l’individuo; ogni paziente, infatti, viene seguito in base alle sue caratteristiche personali ed al suo stile di vita.

Importanti sono gli eventuali approfondimenti specialistici delle comorbidità e, per concludere la preparazione all’intervento, punto fondamentale è la valutazione del medico anestesista.

Dottore, lei quanto tempo passa in sala operatoria e al lavoro in generale?

La sala operatoria riempie considerevolmente la mia attività giornaliera, poi faccio attività di reparto e attività ambulatoriale.

Il lavoro non finisce mai, perché ci sono i pazienti operati da andare a controllare ogni giorno, se serve più volte al giorno, i pazienti da preparare prima dell’intervento, le cartelle da compilare e tutta la burocrazia che potete immaginare…

Poi, vi è regolare aggiornamento formativo e le attività di pubblicazioni.  Sono autore e coautore di numerosi articoli pubblicati o in stampa su riviste scientifiche.

Partecipo regolarmente a convegni e congressi, spesso in qualità di relatore.

Inoltre, do il mio contributo a diverse società scientifiche: sono membro, tra le altre, della S.I.C. (Società Italiana di Chirurgia), della A.C.O.I. (Società Italiana Chirurghi Ospedalieri).

Ovviamente, sono socio della S.I.C.Ob. (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e malattie metaboliche) dall’anno 2004, e già il Delegato Regionale della S.I.C.Ob per la regione Emilia Romagna.

Quali sono gli obbiettivi per il 2018?

Continuare il percorso di miglioramento dell’attività di Centro ad alto volume di Chirurgia Bariatrica presso la clinica San Lorenzino di Cesena, che al momento ci ha portato ad essere uno degli unici due centri Accreditati in Emilia Romagna per la SICOb, con il conseguimento della certificazione come Centro di Eccellenza. Continuare quindi ad fornire un servizio di alta qualità ai pazienti locali ed anche provenienti da altre regioni d’Italia.

Insomma, non si finisce mai…!


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Che cos’è la PsicoNutrizione?

Che cos’è la PsicoNutrizione?

Per sconfiggere sovrappeso ed obesità, quando non si risponde ai parametri della chirurgia bariatrica, è possibile affidarsi ad un percorso di Psico Nutrizione che guida ogni persona ad acquisire uno stile di vita sano attraverso Step strutturati individualmente per ognuno.

Ma che cos’è la Psico Nutrizione?
Si tratta di un nuovo ed interessante approccio, olistico ed interdisciplinare, tra Scienza della Nutrizione e Psicologia, che esplora le relazioni tra pensieri, sentimenti e credenze inconsce sulla nutrizione, il loro impatto sulle condotte alimentari e sul metabolismo. In particolare si concentra sulle affascinanti connessioni tra cervello, corpo, digestione e comportamento alimentare. Esistono profonde connessioni tra ciò che mangiamo ed il nostro cervello. La Psico Nutrizione affronta in modo nuovo le problematiche più comuni della Fame Emotiva, della Dipendenza dal Cibo e le difficoltà che incontra soprattutto a lungo termine chi vuole dimagrire o vuole stabilire un rapporto più sano e benefico con la propria alimentazione.
Il percorso Psico Nutrizionale prevede, quindi, l’azione congiunta e combinata di due tipi di interventi strettamente correlati: l’intervento del dietista che attraverso il percorso di educazione alimentare, la dieta e la perdita di peso, inciderà su aspetti psicologici; perciò interviene lo psicologo-psicoterapeuta per lavorare, insieme al paziente, su aspetti riguardanti l’autostima, l’immagine corporea, la motivazione al cambiamento e una vasta gamma di emozioni, che a loro volta influiranno positivamente sull’alimentazione.

Per saperne di più www.centropsiconutrizione.it


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La Chirurgia Bariatrica

La Chirurgia Bariatrica

La chirurgia bariatrica consiste in un insieme di procedure che promuovono la perdita di peso attraverso la riduzione dell’assunzione e/o l’assorbimento degli alimenti. Per poter accedere all’intervento il paziente deve essere fortemente determinato ad attenersi a rigorose linee-guida alimentari ed a svolgere una regolare attività fisica dopo l’intervento. Inoltre, deve accettare di impegnarsi a lungo termine anche per il follow-up psicologico e nutrizionale ed il trattamento medico post-operatorio.
Questi comportamenti sono indispensabili per mantenere i risultati ottenuti con la chirurgia bariatrica.
Subito dopo l’intervento chirurgico bariatrico, il paziente è limitato ad una dieta liquida, che comprende alimenti come brodo o passati o succhi diluiti. Questa linea è adottata fino al recupero completo del tratto gastrointestinale dall’operazione. Nelle fasi successive, il paziente è “costretto” ad assumere solo modeste quantità di cibo, poiché se supera la capacità contenitiva dello stomaco può sperimentare nausea, cefalea, vomito, diarrea, disfagia ecc.
Le restrizioni alimentari dipendono in parte dal tipo di intervento chirurgico. Molti pazienti, ad esempio, avranno bisogno di assumere integratori a vita, per compensare il ridotto assorbimento di nutrienti essenziali.
Attualmente, la chirurgia bariatrica rappresenta un’opzione idonea per i pazienti che:
Presentano una grave obesità;
Non sono riusciti ad ottenere risultati efficaci con un programma alimentare controllato;
Presentano patologie associate, come ipertensione, ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito, iperlipidemia e apnea ostruttiva del sonno;
Presentano un IMC (Indice di massa corporea) > 40 (obesità di III° classe/gravissima);
Presentano IMC > 35 (obesità di II° classe/grave), associato ad almeno una condizione patologica connessa all’obesità in grado di migliorare con la perdita di peso.

Classificazione delle procedure chirurgiche
Le procedure bariatriche possono essere raggruppate in tre categorie principali:
Interventi malassorbitivi
Le procedure chirurgiche malassorbitive riducono l’assorbimento del cibo. Comportano una riduzione irreversibile delle dimensioni dello stomaco e la loro efficacia deriva principalmente dalla creazione di una condizione fisiologica: la cavità gastrica viene collegata alla parte terminale dell’intestino tenue, con conseguente limitazione dell’assorbimento di calorie e nutrienti. Appartengono a questa tipologia:
Diversione biliopancreatica (forma più ampia di bypass gastrico, con la tasca gastrica unita all’ileo. Produce il malassorbimento più estremo);
By-pass digiuno-ileale.

Procedure restrittive
Gli interventi di tipo gastrorestrittivo limitano l’introduzione del cibo mediante una prevalente azione meccanica. Si basano sulla formazione di una piccola tasca gastrica nella parte superiore dello stomaco, che limita il volume gastrico e lascia il canale alimentare in continuità attraverso un orifizio stretto e non dilatabile. Le procedure restrittive agiscono per ridurre la quantità di cibo assunta per via orale. Appartengono a questa tipologia:
Bendaggio gastrico regolabile;
Gastroplastica verticale;
Sleeve gastrectomy (gastrectomia verticale parziale).

Interventi misti
Le procedure bariatriche miste applicano contemporaneamente entrambe le tecniche, come nel caso del bypass gastrico o del mini bypass gastrico o della sleeve gastrectomy con switch duodenale.

Complicanze:
Lo scopo della chirurgia bariatrica è di ridurre il rischio di malattia o morte associato all’obesità.
In generale, le procedure malassorbitive inducono una maggiore perdita di peso rispetto alle procedure restrittive, tuttavia presentano un profilo di rischio più elevato.
Nel postoperatorio, alcune complicanze a breve termine (entro 6 settimane dall’intervento) possono includere emorragie, infezione delle ferite chirurgiche, occlusione intestinale, nausea e vomito (dovuti ad eccesso di cibo o a stenosi nel sito chirurgico).
Altri problemi che possono manifestarsi sono relativi alle carenze di sostanze nutritive, tipiche dei soggetti sottoposti a procedure bariatriche malassorbitive che non assumono vitamine e minerali.

Bibliografia:
B. L., C. M. R., L. C., M. F., S. S.¸Suggerimenti per la valutazione psicologico-psichiatrica del paziente obeso  candidato alla chirurgia bariatrica, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche
G. G., Obesità e Chirurgia bariatrica, state of mind
sicob.org/00_materiali/attivita_linee_guida.pdf
my-personaltrainer.it/salute-benessere/chirurgia-bariatrica.html
endocrinologiaoggi.it/2011/06/terapia-chirurgica-dellobesita
pazienti.it/malattie/obesita
chirurgiaobesi.it/bendaggio-gastrico.html


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Obesità, Dimagrimento e Narcisismo

Obesità, Dimagrimento e Narcisismo

Qualche volta, può sembrare che quasi all’improvviso siano diventate persone felici, che ci sanno fare con tutti, che piacciono e riscuotono grande successo, come se non avessero più alcuna fragilità; eppure le fragilità sono presenti in tutti noi essere umani. Questo essere sempre al centro della ribalta, in effetti, potrebbe essere anche la spia di una profonda insicurezza esistenziale che porta a desiderare l’attenzione degli altri quasi come una vera ossessione.
Si tratta di persone che, successivamente ad un importante dimagrimento, cominciano ad apparire particolarmente egocentriche. Non si tratta necessariamente di persone affette da disturbo di personalità narcisista, ma di tutti coloro che non riescono a vedersi se non al centro di un’immagine di grandiosa apparenza (per nascondere qualche insicurezza).
Nel caso specifico di persone affette da obesità, e che vivono un evidente calo ponderale, si tratta del profondo bisogno di essere riconosciute come persone “nuove”; finalmente, non provano più quel sentimento di vergogna che troppe volte è stato causa di chiusura in se stessi, emarginazione, stati ansioso depressivi, invalidanti per la gestione della vita quotidiana per molto, troppo tempo. Sembra che una persona, intimamente, continui a non piacersi e non stimarsi, spesso solo perché non si conosce abbastanza e si colpevolizza per il suo stato di obesità che lo ha accompagnato fino a qualche mese prima. Per compensare questa insicurezza, che rimane anche dopo il dimagrimento, vuole piacere e conquistare, a tutti i costi, per ottenere così conferme del proprio valore.
Accade di ritrovarsi in compagnia ed osservare la tendenza a monopolizzare la serata, a colpi di battute brillanti, verso un pubblico da sedurre e dal quale ottenere conferme, emerge il voler dare una eccezionale immagine di sé. Inizialmente prende spazio un tratto di personalità appagante per chi lo vive e seducente per chi gli sta intorno. Ma, con il tempo, questa può logorare le relazioni intime e sociali, lasciando lo stesso senso di frustrazione e solitudine vissuto, quasi come costante, negli anni di obesità. Perciò, per dimagrire in maniera sana, è importante affidarsi a percorsi di psico nutrizione e/o chirurgia bariatrica con professionisti specializzati, affinché il processo di dimagrimento venga vissuto in maniera graduale e cercando, il più possibile, di dare spazio ad un sano equilibrio psico fisico.

Dr.ssa Graziana De Palma
Psicologa – Psicoterapeuta
Specializzata in dipendenze patologiche (sostanze stupefacenti, alcol, cibo …)
www.grazianadepalma.it


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Bisogno energetico giornaliero

Bisogno energetico giornaliero

Il bisogno energetico giornaliero di una persona è la quantità di energia (quindi di calorie da introdurre con l’alimentazione) che le occorre ogni giorno per pareggiare la spesa energetica giornaliera.
Sul bisogno energetico incidono l’attività fisica, le abitudini alimentari, il metabolismo basale.
Per valutare qual è il fabbisogno energetico di un individuo si usano calcoli che tengono conto della stima del metabolismo basale di quella persona e di una attenta valutazione delle abitudini alimentari e di stile di vita della persona.
Il bisogno calorico giornaliero è ottenuto come multiplo del Metabolismo Basale in base a sesso, età, fattori genetici, tipo e intensità di attività fisica, e rapportato al peso desiderabile per quella persona.
Si ottiene così la quantità di energia che si dovrebbe introdurre ogni giorno per uguagliare l’energia che si spende, e mantenere o arrivare così ad un peso sano.


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Il Metabolismo di Base

Il Metabolismo di Base

Il Metabolismo di Base come chiave per il dimagrimento?
Il Metabolismo di Base (MB) è il dispendio di energia (ovvero di calorie) a riposo psico-fisico e a digiuno da almeno 12 ore, del nostro organismo per compiere le normali attività cellulari.
In una persona adulta sana, il MB incide per circa il 65-75% sulla spesa di calorie giornaliera; certo non è poco, significa che, se una persona assume 2000 kcal/giorno, incide per 1300-1500kcal.
Questi valori sono influenzati, oltre che da età, sesso, fattori genetici, soprattutto dalla attività della massa magra (che non è solo il muscolo!) fino all’80%.
Ma è davvero importante, nel tentativo di perdere peso, cercare qualche rimedio (integratori o altro) che possa aumentare il MB? No!
In realtà, infatti, la quota di incidenza del consumo basale tra una persona sedentaria ed una attiva non varia (abbiamo detto che si aggira tra il 65 e il 75% della spesa calorica giornaliera).
Varia invece il valore sul quale viene calcolata questa quota: la persona sedentaria ha un bisogno giornaliero di calorie inferiore a quella attiva!
Quindi ciò su cui concentrarsi per poter perdere peso non è scovare qualche rimedio miracoloso per alzare il MB, ma aumentare il dispendio energetico totale!
Una regolare attività fisica porta ad un maggiore dispendio di calorie ogni giorno, ad una maggiore attività delle cellule (con un aumento della quota di incidenza del MB da 65 verso 75%), ad un maggior consumo delle “scorte di energia” (tessuto adiposo…).
Insomma… vita attiva, movimento, sport!


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Dieta Mediterranea in Chirurgia Bariatr.

Dieta Mediterranea in Chirurgia Bariatr.

Noi italiani, come gli altri abitanti di paesi del bacino mediterraneo, dovremmo essere paladini di quella che viene chiamata “alimentazione mediterranea”, e che ormai viene riconosciuta in tutto il mondo come stile alimentare capace di prevenire patologie croniche, come l’obesità, legate al benessere e alla sedentarietà.
Ci stiamo invece allontanando dalle nostre sane radici, siamo sempre più influenzati da mode alimentari, e schiacciati da uno stile di vita frenetico, in cui la velocità è arrivata anche in tavola (fast food, ovvero cibi veloci, da mangiare in pochi bocconi, magari in auto o mentre si sta al pc).
In cosa consiste la dieta mediterranea?
La giornata alimentare, anche per chi si è sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica, dovrebbe essere composta principalmente da cereali (grano, riso, orzo, farro…), patate, sostituti secchi del pane (grissini, fette biscottate, biscotti secchi, …), verdure frutta di stagione e legumi, opportunamente sbucciati o pelati nel caso di persone con bendaggio gastrico, più volte al giorno; carni bianche pesce più volte a settimana; carni rosse o affettati e uova con minore frequenza.
Come condimento, sempre olio extra vergine di oliva usato crudo; invece del sale, spezie e erbe aromatiche (basilico menta peperoncino e chi più ne ha più ne metta!).
Dolci solo per occasioni particolari (come dovrebbe essere!).
La bevanda principale è l’acqua.
Se ci si è sottoposti a chirurgia bariatrica è bene ricordare di bere durante la giornata e anche prima di mangiare, ma di non farlo durante il pasto e per un’ora circa dopo pasto in particolare per chi è portatore di bendaggio gastrico.
Sempre vietate le bevande gassate, anche per altri interventi (mini by pass gastrico, by pass gastrico, sleeve gastrectomy,…)
Quindi…
Cerchiamo di tornare a cibi semplici, evitando il più possibile quelli elaborati, raffinati, industriali, precotti, ecc…; nel bere, evitiamo le bevande confezionate dolcificate, gassate, i superalcolici, i drinks, e preferiamo invece acqua da alternare a tisane o infusi fatti in casa dei gusti a noi più graditi (the, karkadè, ecc..), da gustare caldi d’inverno, freddi in estate.


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