PERCHE’ E’ IMPORTANTE  CAMMINARE

PERCHE’ E’ IMPORTANTE CAMMINARE

Perché consigliamo ai nostri pazienti di camminare ogni giorno?
Non è solo per bruciare calorie!
Una lunga camminata al giorno (ovviamente ciascuno al proprio passo), migliora il livello di salute globale.
Sono numerosi infatti i benefici per corpo e mente che si ottengono facendo un cosa semplice (e gratuita..!) come camminare.

Diversi studi hanno dimostrato che camminare ogni giorno (o in generale, facendo esercizi aerobici a basso impatto) migliora la destrezza motoria e l’efficienza del sistema nervoso in genere,  previene la demenza precoce, riduce il rischio di Alzheimer, riduce lo stress mentale.
Camminare aiuta a prevenire le patologie cardiovascolari (infarti e ictus), si abbassa infatti e si regolarizza la pressione sanguigna, si riducono i livelli di colesterolo (totale e “cattivo”, o LDL), i vasi sanguigni acquistano maggiore elasticità, è facilitato il ritorno venoso (la pianta del piede camminando è sottoposta ad un continuo “massaggio” che stimola la circolazione sanguigna).
Camminare rallenta l’invecchiamento di ossa e cartilagini, aumentando la loro resistenza e quindi riducendo il rischio di fratture.

Inoltre, migliora l’elasticità e la potenza dei legamenti articolari e la forza muscolare.
Camminando migliora la postura, e si riducono così dolori derivanti da posture errate.
Camminando si rinforzano il sistema immunitario e il sistema endocrino.
Aumenta l’ossigenazione nei tessuti, dunque si eliminano più facilmente tossine e scarti dell’organismo (quindi anche a livello di inestetismi cutanei, come pelle impura, cellulite,…).
Camminare ci consente di migliorare il tono dell’umore!!!
Potremmo continuare a lungo enumerando i tanti benefici della camminata, ma questi  ci sembrano sufficienti per darvi una motivazione in più.

Quindi, infiliamoci le scarpette e usciamo a camminare!

 

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COME MANGIARE DOPO UN MINIBYPASS GASTRICO

COME MANGIARE DOPO UN MINIBYPASS GASTRICO

Dopo una fase iniziale post intervento di alimentazione semiliquida, la persona torna alla alimentazione solida.

È però fondamentale che ci si alimenti frazionando gli alimenti in 5 piccoli pasti nella giornata: colazione pranzo cena e due spuntini, in modo da apportare, seppur in piccole porzioni, tutti gli elementi necessari al benessere: carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali.

Per effetto del bypass infatti (il “salto” dei primi due metri circa di intestino) non tutte le sostanze che si introducono con gli alimenti verranno assorbite.

Vi è quindi il rischio di carenze nutrizionali, per esempio carenza di vitamine del gruppo B, vitamina D, acido folico, ferro, calcio.

Ecco perché è fondamentale, soprattutto in interventi come questo, affidarsi ad una equipe specializzata nella chirurgia bariatrica e che segue le Linee Guida nazionali della S.I.C.Ob. (Società Italiana della Chirurgia dell’Obesità ) per poter essere guidati nel recupero della alimentazione in modo corretto.

Bisogna sempre ricordare di:

Non saltare mai nessuno dei pasti indicati dall’equipe;

Mangiare cibi sani e nutrienti: cereali, frutta e verdure di stagione variandole ogni giorno, legumi, carni, pesci, formaggi, uova, mentre bisogna evitare cibi malsani e non nutrienti come fast food, cibi industriali, prodotti precotti, dolciumi, snack…;

Bere molta acqua durante la giornata a piccoli sorsi;

Tagliare il cibo a piccoli pezzi nel piatto e masticare a lungo il boccone prima di deglutire.

Il chirurgo poi, indicherà quando necessaria l’assunzione di supplementi (integratori), nelle varie fasi dopo l’intervento, a seconda dell’andamento degli esami ematochimici che vengono richiesti.

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Cosa cambia dopo un intervento di mini bypass gastrico

Cosa cambia dopo un intervento di mini bypass gastrico

Il bypass gastrico (più spesso oggi nella versione mini bypass gastrico) è uno degli interventi di chirurgia bariatrica più eseguito.

Si tratta di un intervento “misto”, cioè che ha sia un effetto restrittivo (lo stomaco viene ridotto ad un piccolo tubulo) sia leggermente malassorbitivo (poiché vi è un “salto”, un bypass appunto, dei primi 2 metri circa di intestino).

Dopo una fase post intervento di alimentazione semi-liquida, si torna ad una alimentazione solida.

È molto frequente, nei primi mesi dopo l’intervento, che il paziente sperimenti sintomi di vario tipo, diversi anche da persona  a persona; i più comuni sono: sensazione di nausea o avversione alla vista o con l’odore di alcuni cibi e bevande, calo dell’appetito e della sete, sensazione spiacevole di pienezza dopo l’ingestione di pochissimi bocconi.

Inoltre, si possono avere cambiamenti nel gusto di alcuni cibi e bevande un tempo graditi, ad esempio:

per alcuni pazienti nei primi mesi dopo l’intervento il sapore dell’acqua diventa sgradevole, amarognolo, ed è necessario “camuffarla” con infusi tisane ecc…

per altre persone, cibi un tempo molto graditi come la carne rossa diventano sgradevoli sia alla vista che al gusto.

Tutti questi cambiamenti sono solitamente solo temporanei, piano piano l’organismo si adatta e i sapori i gusti tornano alla normalità, rimane ovviamente l’effetto di mangiare quantità piccole di cibo per via dello stomaco ridotto.

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I benefici del cioccolato

I benefici del cioccolato

Nella stagione invernale sentiamo più spesso il desiderio di cioccolato e cibi che ne contengono… molti di noi pensano che il cioccolato sia sempre un peccato di gola e intacchi inesorabilmente la nostra linea, ma non è sempre così.

Il cioccolato è l’alimento fatto con cacao e burro di cacao.

I benefici derivanti da un consumo moderato di cioccolata sono da imputare al cacao, il quale contiene flavonoidi, potenti antiossidanti (contenuti anche in molti alimenti di origine vegetale).

Il cioccolato fondente ne contiene la quantità maggiore (circa 50mg di antiossidanti ogni 100gr di cioccolato fondente). Esso contiene anche caffeina (vedi articolo sul caffè recentemente pubblicato).

Il cioccolato al latte ne contiene solo 10mg.

Il cioccolato bianco non ne contiene affatto!

Naturalmente, non dobbiamo trascurare l’apporto calorico del cioccolato, anche fondente, derivante in gran parte dal contenuto di grassi, e in parte di zuccheri.

Una tavoletta di cioccolato da 100gr ha circa 500calorie, quindi se ne mangiamo un quarto (25gr) assumiamo già oltre 100calorie.

I grassi del cioccolato fondente però nel complesso sono di buona composizione: circa 1/3 degli acidi grassi sono rappresentati da acido grasso oleico, lo stesso presente nell’olio extra vergine di oliva, dall’effetto ipo-colesterolemizzante.

Dobbiamo imparare a mangiarne piccole quantità, per trarne i benefici senza avere danni alla linea.

Una grandissima differenza poi passa tra i cioccolati sopra descritti e i “surrogati” di cioccolato, tutti quei prodotti che contengono cioccolato in quantità minime.

Tra i più comuni, barrette, snack, creme spalmabili, merendine confezionate.

Se osserviamo l’elenco degli ingredienti, ci renderemo subito conto che di cacao ce n’è ben poco, la gran parte degli ingredienti sono grassi diversi dal burro di cacao e zuccheri.

A quel punto, dei benefici sopra descritti del cacao non rimane neanche l’ombra… mentre le calorie derivanti dagli zuccheri e grassi presenti in grandi quantità ci sono eccome!

Dunque, dovremmo imparare ad acquistare solo cioccolato di qualità, in tavoletta, meglio fondente, magari partendo dalla percentuale di 60%, per poi abituarci lentamente al gusto più amarognolo di quello con percentuali maggiori di cacao.


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Caffè benefici e controindicazioni

Caffè benefici e controindicazioni

A chi non piace svegliarsi e bere una tazzina di caffè per iniziare bene la giornata?

E quanto spesso, per ritrovarci con colleghi o amici, diciamo “prendiamoci un caffè”?

Il caffè soprattutto per noi italiani è un rito quasi irrinunciabile.

Vediamo allora benefici e potenziali danni di questa amata bevanda.

La sostanza più nota contenuta nel caffè è senz’altro la caffeina, che ha diversi effetti sul nostro organismo:

stimola la secrezione gastrica e biliare (ecco perché sentiamo dire che bevuto a fine pasto un caffè stimola la digestione),

agisce come tonico e stimolante della funzione cardiaca e nervosa (da qui l’effetto “energizzante” che avvertiamo quando beviamo il caffè),

stimola l’utilizzazione delle riserve di grasso come fonte di calorie,

riduce il senso di appetito.

Sembrano tutti effetti positivi, ma attenzione: un consumo elevato di caffè ci espone a grossi rischi :

Abbiamo detto dell’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica.

In dose eccessive però può provocare danni all’apparato digerente a causa dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco, ecco perchè il caffè è sconsigliato a chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera.

Abbiamo detto che stimola la funziona cardiaca e nervosa, ma questo effetto in persone ipertese o che soffrono di insonnia può essere più dannoso che di aiuto. Anche persone sane possono sperimentare tachicardia, tremori e sbalzi pressori con quantità elevate di caffeina.

Infine, se anche la caffeina aiuta a “bruciare un po’ di calorie”, consideriamo che se mettiamo zucchero o latte nel caffè, le calorie così assunte annullano questo effetto.

Dunque, quanto caffè possiamo bere in media in condizioni di buona salute?

Un limite potrebbe essere quello di 300 mg al giorno di caffeina: un caffè fatto con la moka ne contiene circa 85mg, l’espresso ne contiene circa 60mg, quindi diciamo da 4 a 5 tazzine al giorno.

 

Ma dobbiamo considerare che la caffeina non si trova solo nel caffè ma anche in altri prodotti vegetali come cioccolato e the, e in bevande gassate energizzanti, quindi bisogna considerare tutto ciò che introduciamo in un giorno.

In base a questo, si ritiene un consumo sicuro le 3 tazzine al giorno per le donne e le 4 tazzine al giorno per l’uomo.

In conclusione, il caffè in dosi moderate ha senz’altro tanti benefici da offrirci, ma non esageriamo per non ribaltare la situazione e avere brutti effetti.


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Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Riconoscimento Centro di Eccellenza S.I.C.Ob.

Con orgoglio pubblichiamo la certificazione che è stata recentemente riconosciuta al dr. Schettino, responsabile del Centro di Chirurgia Bariatrica presso la Casa di Cura San Lorenzino in Cesena, per il Centro di Eccellenza S.I.C.Ob. (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità patologica e delle malattie metaboliche).

Ad oggi è l’unico Centro di Eccellenza in Emilia Romagna.

Il passaggio da Centro Accreditato a Centro di Eccellenza, per la chirurgia dell’obesità patologica, è stato possibile grazie al crescente numero di pazienti operati, alle diverse tipologie di interventi chirurgici eseguiti (bendaggio gastrico regolabile, mini bypass gastrico, sleeve gastrectomy e redo-surgery), all’elevato follow up dei pazienti operati, alla presenza di una sala per la terapia intensiva post operatoria.

Per rispondere alle suddette caratteristiche è fondamentale il lavoro dell’equipe multidisciplinare specializzata, composta dal dott. Schettino Angelo Michele, dalla psicologa dr.ssa Graziana De Palma, dalla dietista dr.ssa Cristina Pari. La nostra equipe lavora insieme, da diversi anni, preparando i pazienti al percorso chirurgico bariatrico ed accompagnandoli nel post operatorio in maniera integrata, come le Linee Guida S.I.C.Ob. richiedono, rispondendo alle esigenze di ogni paziente.

Pertanto, è con entusiasmo che riceviamo una certificazione gratificante per il nostro lavoro di equipe.

 

Dr. Angelo Michele Schettino, medico chirurgo

Dr.ssa Cristina Pari, dietista

Dr.ssa Graziana De Palma, psicologa psicoterapeuta


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Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Perché un percorso in caso di intervento bariatrico

Molte persone credono che, prima e dopo un intervento di chirurgia bariatrica per guarire lo stato di obesità, non serva un percorso particolare, che l’intervento in sé “guarisca” l’obesità.

Questo è sbagliato.

Ci capita spesso, nell’esperienza di lavoro di tutti i giorni, di venire a contatto con persone che conoscono, anche in maniera virtuale, pazienti operati altrove senza alcuna preparazione né controlli dopo l’intervento, e che giungono a noi loro stessi per essere operati, ma inconsapevoli di quanto possa essere pericoloso per la salute o, al minimo, del tutto inutile sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica senza una preparazione adeguata prima e un percorso di sostegno dopo.

La preparazione: è fondamentale che la persona, stabilito dal chirurgo che può essere sottoposta ad un intervento bariatrico, venga preparata sia sotto il profilo medico e anestesiologico, sia sul piano dei nuovi e indispensabili comportamenti da mettere in atto dopo l’intervento, e per tutta la vita!

Alcuni esempi: molti interventi bariatrici richiedono la rinuncia, per tutta la vita, a cibi lievitati e con mollica, i quali porterebbero nel tempo, anche anni dopo l’intervento, ad una dilatazione dello stomaco che è stato ridotto (vuoi tramite un bendaggio gastrico, vuoi tramite una sleeve o un bypass gastrico), quindi ad una grave complicanza, oltre che al recupero del peso perso.

I cibi come pane, pan di spagna, pizze, focacce, brioche, dolci soffici, eccetera, sono da escludere dalla propria alimentazione per sempre.

La stessa cosa vale per qualunque bevanda frizzante, sia essa una bibita, anche in versione light, o acqua gassata; la motivazione è la stessa dei cibi lievitati.

Il percorso: è fondamentale che il paziente sia assiduo nel percorso, che prevede, oltre ai colloqui di preparazione all’intervento, regolari controlli dopo l’intervento con l’equipe multidisciplinare: chirurgo, dietista, psicologa, affinchè egli possa uscire dallo stato di obesità e mantenere a vita un peso sano, grazie al cambiamento nel proprio stile di vita, e soprattutto non incorrere in complicanze.

Le complicanze in seguito a interventi di questo tipo, derivano quasi sempre da una scorretta gestione dell’intervento fatto, e possono non solo determinare il recupero del peso perso nel tempo, ma soprattutto mettere a rischio la vita della persona.

La frequenza ai controlli si definisce in base ad ogni persona, ma va diradandosi nel tempo fino ad un controllo all’anno. I controlli anche annuali vanno fatti tutta la vita, poiché è sempre fondamentale verificare che tutto sia a posto nel tempo!


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Intervista al Dr. Angelo Michele Schettino, chirurgo generale e bariatrico.

Intervista al Dr. Angelo Michele Schettino, chirurgo generale e bariatrico.

Dottore, lei oggi è un chirurgo conosciuto ed affermato, ci racconta quale è stato il suo percorso di studi?

Ho studiato Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi “Federico II°” di Napoli e mi sono laureato nel 1993 col massimo dei voti.
Poi mi sono trasferito a Ferrara, per frequentare la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale presso l’Università degli Studi di Ferrara, appunto, e mi sono specializzato nel 1998 col massimo dei voti e con Lode.

Da lì in poi, quindi, ha iniziato a lavorare come chirurgo?

Sì, dal 1994 mi occupo di chirurgia generale e dal 1998 in Romagna; oggi, svolgo la mia attività in regime di libera professione in strutture accreditate in cui gli interventi chirurgici sono eseguiti in convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale.
Ho all’attivo più di 5.000 interventi di chirurgia generale come primo operatore, ed in particolare, di chirurgia dell’apparato digerente, chirurgia delle ernie e della parete addominale eseguiti sia con tecnica tradizionale che laparoscopica ed inoltre di chirurgia proctologica e generale.

Da quanto tempo, invece, si occupa di chirurgia dell’obesità?

Mi interesso di obesità patologica dal 2003. Ora che ci penso, sono ormai 15 anni!
Ho all’attivo circa 2000 interventi inerenti la chirurgia bariatrica eseguiti con tecnica laparoscopica (bendaggio gastrico regolabile, by-pass gastrico, mini by- pass gastrico, sleeve gastrectomy, redo-surgery ovvero re-interventi per persone obese già operate che necessitano di un nuovo intervento).

Dal 2012 la mia attività chirurgica ed ambulatoriale si svolge prevalentemente presso l’Unità funzionale di Chirurgia della Casa di Cura San
Lorenzino di Cesena, dove sono anche il Responsabile Referente per la S.I.C.Ob. del Centro Accreditato di Chirurgia per l’Obesità e Malattie Metaboliche.

Sappiamo che la sua esperienza è molto richiesta in varie regioni d’Italia, in particolare dove nascono nuovi centri per la chirurgia bariatrica e vi è, quindi, la necessità di insegnare a nuovi chirurghi come si svolgono interventi chirurgici così complessi e delicati…

Sì, infatti, da alcuni anni, ricopro anche il ruolo di Chirurgo Tutor presso diverse strutture, in più regioni italiane, per formare chirurghi riguardo interventi bariatrici, in particolare di bendaggio gastrico regolabile laparoscopico e mini bypass gastrico laparoscopico.

Come si svolge il lavoro nell’ambito dell’obesità prima che il paziente arrivi in sala operatoria?

Il mio lavoro inizia con l’inquadramento clinico del paziente attraverso una visita chirurgica. Fondamentale è avere tutta la documentazione del paziente rispetto a patologie esistenti, terapie farmacologiche, precedenti tentativi di perdita di peso e cali ponderali raggiunti.

Sono quasi sempre pazienti molto complessi dal punto di vista della salute, resa precaria dall’eccesso di peso e dalle patologie correlate (diabete, dislipidemie, ipertensione, patologie respiratorie, articolari, ecc…). Successivamente, invio il paziente al resto della mia equipe, passaggio di fondamentale importanza affinché il paziente possa essere preparato sul piano alimentare e psicologico per affrontare l’intervento chirurgico e beneficiarne poi al meglio. Mi avvalgo, infatti, delle figure di dietista e psicologa (specializzate nello studio e la cura dell’obesità) che preparano il paziente all’intervento bariatrico facendogli acquisire consapevolezza del percorso che dovrà affrontare (con regole rigide da seguire a vita) soprattutto nel primo anno post operatorio. Il programma di follow up, chirurgico dietistico e psicologico, è stato sempre più migliorato nel corso della nostra esperienza e standardizzato, seguendo linee guida Sicob, senza però perdere mai di vista l’individuo; ogni paziente, infatti, viene seguito in base alle sue caratteristiche personali ed al suo stile di vita.

Importanti sono gli eventuali approfondimenti specialistici delle comorbidità e, per concludere la preparazione all’intervento, punto fondamentale è la valutazione del medico anestesista.

Dottore, lei quanto tempo passa in sala operatoria e al lavoro in generale?

La sala operatoria riempie considerevolmente la mia attività giornaliera, poi faccio attività di reparto e attività ambulatoriale.

Il lavoro non finisce mai, perché ci sono i pazienti operati da andare a controllare ogni giorno, se serve più volte al giorno, i pazienti da preparare prima dell’intervento, le cartelle da compilare e tutta la burocrazia che potete immaginare…

Poi, vi è regolare aggiornamento formativo e le attività di pubblicazioni.  Sono autore e coautore di numerosi articoli pubblicati o in stampa su riviste scientifiche.

Partecipo regolarmente a convegni e congressi, spesso in qualità di relatore.

Inoltre, do il mio contributo a diverse società scientifiche: sono membro, tra le altre, della S.I.C. (Società Italiana di Chirurgia), della A.C.O.I. (Società Italiana Chirurghi Ospedalieri).

Ovviamente, sono socio della S.I.C.Ob. (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e malattie metaboliche) dall’anno 2004, e già il Delegato Regionale della S.I.C.Ob per la regione Emilia Romagna.

Quali sono gli obbiettivi per il 2018?

Continuare il percorso di miglioramento dell’attività di Centro ad alto volume di Chirurgia Bariatrica presso la clinica San Lorenzino di Cesena, che al momento ci ha portato ad essere uno degli unici due centri Accreditati in Emilia Romagna per la SICOb, con il conseguimento della certificazione come Centro di Eccellenza. Continuare quindi ad fornire un servizio di alta qualità ai pazienti locali ed anche provenienti da altre regioni d’Italia.

Insomma, non si finisce mai…!


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Che cos’è la PsicoNutrizione?

Che cos’è la PsicoNutrizione?

Per sconfiggere sovrappeso ed obesità, quando non si risponde ai parametri della chirurgia bariatrica, è possibile affidarsi ad un percorso di Psico Nutrizione che guida ogni persona ad acquisire uno stile di vita sano attraverso Step strutturati individualmente per ognuno.

Ma che cos’è la Psico Nutrizione?
Si tratta di un nuovo ed interessante approccio, olistico ed interdisciplinare, tra Scienza della Nutrizione e Psicologia, che esplora le relazioni tra pensieri, sentimenti e credenze inconsce sulla nutrizione, il loro impatto sulle condotte alimentari e sul metabolismo. In particolare si concentra sulle affascinanti connessioni tra cervello, corpo, digestione e comportamento alimentare. Esistono profonde connessioni tra ciò che mangiamo ed il nostro cervello. La Psico Nutrizione affronta in modo nuovo le problematiche più comuni della Fame Emotiva, della Dipendenza dal Cibo e le difficoltà che incontra soprattutto a lungo termine chi vuole dimagrire o vuole stabilire un rapporto più sano e benefico con la propria alimentazione.
Il percorso Psico Nutrizionale prevede, quindi, l’azione congiunta e combinata di due tipi di interventi strettamente correlati: l’intervento del dietista che attraverso il percorso di educazione alimentare, la dieta e la perdita di peso, inciderà su aspetti psicologici; perciò interviene lo psicologo-psicoterapeuta per lavorare, insieme al paziente, su aspetti riguardanti l’autostima, l’immagine corporea, la motivazione al cambiamento e una vasta gamma di emozioni, che a loro volta influiranno positivamente sull’alimentazione.

Per saperne di più www.centropsiconutrizione.it


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La Chirurgia Bariatrica

La Chirurgia Bariatrica

La chirurgia bariatrica consiste in un insieme di procedure che promuovono la perdita di peso attraverso la riduzione dell’assunzione e/o l’assorbimento degli alimenti. Per poter accedere all’intervento il paziente deve essere fortemente determinato ad attenersi a rigorose linee-guida alimentari ed a svolgere una regolare attività fisica dopo l’intervento. Inoltre, deve accettare di impegnarsi a lungo termine anche per il follow-up psicologico e nutrizionale ed il trattamento medico post-operatorio.
Questi comportamenti sono indispensabili per mantenere i risultati ottenuti con la chirurgia bariatrica.
Subito dopo l’intervento chirurgico bariatrico, il paziente è limitato ad una dieta liquida, che comprende alimenti come brodo o passati o succhi diluiti. Questa linea è adottata fino al recupero completo del tratto gastrointestinale dall’operazione. Nelle fasi successive, il paziente è “costretto” ad assumere solo modeste quantità di cibo, poiché se supera la capacità contenitiva dello stomaco può sperimentare nausea, cefalea, vomito, diarrea, disfagia ecc.
Le restrizioni alimentari dipendono in parte dal tipo di intervento chirurgico. Molti pazienti, ad esempio, avranno bisogno di assumere integratori a vita, per compensare il ridotto assorbimento di nutrienti essenziali.
Attualmente, la chirurgia bariatrica rappresenta un’opzione idonea per i pazienti che:
Presentano una grave obesità;
Non sono riusciti ad ottenere risultati efficaci con un programma alimentare controllato;
Presentano patologie associate, come ipertensione, ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito, iperlipidemia e apnea ostruttiva del sonno;
Presentano un IMC (Indice di massa corporea) > 40 (obesità di III° classe/gravissima);
Presentano IMC > 35 (obesità di II° classe/grave), associato ad almeno una condizione patologica connessa all’obesità in grado di migliorare con la perdita di peso.

Classificazione delle procedure chirurgiche
Le procedure bariatriche possono essere raggruppate in tre categorie principali:
Interventi malassorbitivi
Le procedure chirurgiche malassorbitive riducono l’assorbimento del cibo. Comportano una riduzione irreversibile delle dimensioni dello stomaco e la loro efficacia deriva principalmente dalla creazione di una condizione fisiologica: la cavità gastrica viene collegata alla parte terminale dell’intestino tenue, con conseguente limitazione dell’assorbimento di calorie e nutrienti. Appartengono a questa tipologia:
Diversione biliopancreatica (forma più ampia di bypass gastrico, con la tasca gastrica unita all’ileo. Produce il malassorbimento più estremo);
By-pass digiuno-ileale.

Procedure restrittive
Gli interventi di tipo gastrorestrittivo limitano l’introduzione del cibo mediante una prevalente azione meccanica. Si basano sulla formazione di una piccola tasca gastrica nella parte superiore dello stomaco, che limita il volume gastrico e lascia il canale alimentare in continuità attraverso un orifizio stretto e non dilatabile. Le procedure restrittive agiscono per ridurre la quantità di cibo assunta per via orale. Appartengono a questa tipologia:
Bendaggio gastrico regolabile;
Gastroplastica verticale;
Sleeve gastrectomy (gastrectomia verticale parziale).

Interventi misti
Le procedure bariatriche miste applicano contemporaneamente entrambe le tecniche, come nel caso del bypass gastrico o del mini bypass gastrico o della sleeve gastrectomy con switch duodenale.

Complicanze:
Lo scopo della chirurgia bariatrica è di ridurre il rischio di malattia o morte associato all’obesità.
In generale, le procedure malassorbitive inducono una maggiore perdita di peso rispetto alle procedure restrittive, tuttavia presentano un profilo di rischio più elevato.
Nel postoperatorio, alcune complicanze a breve termine (entro 6 settimane dall’intervento) possono includere emorragie, infezione delle ferite chirurgiche, occlusione intestinale, nausea e vomito (dovuti ad eccesso di cibo o a stenosi nel sito chirurgico).
Altri problemi che possono manifestarsi sono relativi alle carenze di sostanze nutritive, tipiche dei soggetti sottoposti a procedure bariatriche malassorbitive che non assumono vitamine e minerali.

Bibliografia:
B. L., C. M. R., L. C., M. F., S. S.¸Suggerimenti per la valutazione psicologico-psichiatrica del paziente obeso  candidato alla chirurgia bariatrica, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche
G. G., Obesità e Chirurgia bariatrica, state of mind
sicob.org/00_materiali/attivita_linee_guida.pdf
my-personaltrainer.it/salute-benessere/chirurgia-bariatrica.html
endocrinologiaoggi.it/2011/06/terapia-chirurgica-dellobesita
pazienti.it/malattie/obesita
chirurgiaobesi.it/bendaggio-gastrico.html


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